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Quando c’è la salute c’è tutto!

ANATOMIA

Buon 2020 a tutti. Se avete seguito la nostra rubrica sulla salute vi sarete accorti che stiamo affrontando una serie di tematiche che hanno come soggetto principale il nostro corpo. Vi sarete anche accorti che tendiamo ad avere una visione olistica della persona e quindi a considerarla nei sui tre aspetti fondamentali: il corpo, la mente, lo spirito. E avrete anche notato che a me piace prendere spunto da espressioni comuni e modi di dire per spiegare processi fisiologici più o meno complessi.

Oggi, dopo il periodo natalizio e quindi il consueto carosello di pranzi cene e riunione tra parenti vorrei accogliervi con un detto più che mai famoso: “Quando c’è la salute c’è tutto!”. Vi vedo, avete annuito e sorriso perché non è la prima volta che lo sentite, soprattutto tra quelli che si stanno lasciando alle spalle il periodo scanzonato e spensierato della giovinezza. Ma sarà vero che quando c’è la salute c’è tutto?

Possiamo fare qualcosa per questa salute o siamo in balia del caso, della fortuna, della genetica, di comportamenti adeguati e chi più ne ha più ne metta?

Personalmente sono convinta che sia necessario un buon mix di tutti i componenti che ho citato sopra per avere una vita lunga e in salute ma che anche quando questi ingredienti non siano stati proprio a nostro favore sono convinta si possa scegliere di stare bene. Non ci credete? Proviamo a ragionare insieme.

Nella terminologia medica il corpo fisico viene definito Soma. La parola  σόμα (Soma) deriva dal greco e significa “corpo, aspetto”. Non a caso la parola cromosoma indica una struttura che rappresenta una caratteristica identificativa di una persona e la mappa cromosomica indica tutte le caratteristiche che fanno di quella persona un individuo unico ed irripetibile. Il corpo è la parte più solida del nostro individuo, è ciò che ci mette fisicamente in relazione con gli altri e con il mondo esterno. Ciò che caratterizza il corpo è la presenza di una serie di strutture e meccanismi, di cui siamo più o meno consapevoli, che ci permettono di svolgere tutte le nostre funzioni fondamentali.

Quando tutte le strutture del corpo sono integre (non hanno danni) e tutti i processi fisiologici del corpo funzionano correttamente abbiamo uno stato di salute ottima, stiamo bene e lo deduciamo dal fatto che il nostro soma, il nostro aspetto, è bello in tutti i suoi aspetti, dalla testa ai piedi ed inoltre il nostro umore è sereno e ci sentiamo pieni di energia e di voglia di vivere. Si dice infatti (per fare il verso ad una nota pubblicità) belli fuori puliti dentro.

Può capitare che, a causa di molteplici fattori, sul nostro corpo comincino a comparire alcuni segni che indicano che il nostro stato di salute si sta modificando. Come ad esempio alcuni segni attorno agli occhi, un aspetto diverso della cute in alcuni punti, la presenza di piccole alterazioni all’interno dell’occhio, piccole callosità ai piedi.

In questi casi forse non avvertiamo altri cambiamento importanti, per esempio nell’umore e nella nostra energia vitale, e definiamo il nostro stato di salute buono e andiamo avanti. Potrebbe poi capitare che cominciamo ad avere qualche piccolo dolore articolare o qualche disturbo a carico di un organo ma solo sporadicamente e dando colpa al tempo, alle cattive posizioni o a volte anche all’età, andiamo oltre senza fermarci a capire cosa sta succedendo.

Succede poi che un giorno uno dei nostri dolori cominci a farsi più insistente, che una delle nostre articolazioni si gonfi, che un disturbo organico si manifesti quotidianamente e magari accompagnato da febbre o dolore, spaventandoci e costringendoci a modificare il nostro modo di muoverci o comportarci. Quello è il momento in cui cominciamo ad andare dal medico iniziando un balletto di visite e controlli per verificare il nostro stato di salute. Non in tutti i casi si approda ad una diagnosi, ovvero ad individuare una patologia che causa i nostri sintomi, quello che però accade è che chiediamo che il medico ci prescriva qualcosa per far cessare quel disturbo. E questo, magia delle magie, nella maggior parte delle volte avviene. Torniamo a svolgere tutte le nostre attività in maniera spensierata e (sempre per fare il verso ad un’altra famosa pubblicità) senza perdere nessuna lezione di tennis o l’aperitivo con le amiche.

Accade poi ancora che una mattina, o un pomeriggio o una sera, il nostro dolorino o disturbo ricompare, i soliti rimedi non funzionano più e siamo costretti a fermarci per indagini più approfondite. Scopriamo che ora siamo obbligati a cambiare alcune nostre abitudini perché le ginocchia si gonfiano sempre più spesso, perché la schiena ha i dischi rovinati, perché lo stomaco non può più digerire il nostro cibo preferito e via dicendo. E allora cominciamo ad identificarci con i nostri disturbi, la nostra salute e il nostro umore dipenderanno sempre più strettamente dal comportamento dei nostri malanni (vi inviterei a riflettere sulla parola malanni che a me suggerisce così tanto mali anni, mali negli anni, anni nei mali… insomma vedete voi).

Un processo che potrebbe andare via via sempre aggravandosi e, in alcuni casi, anche a manifestare malattie molto importanti e invalidanti. Sto per caso dicendo che se trascuriamo le occhiaie possiamo arrivare ad avere un tumore? Naturalmente no, ma vi invito ad approfondire il mio ragionamento. Quando la nostra salute peggiora tiriamo in ballo tutto, fisiologia, età, familiarità, stress e via dicendo, accusando il nostro peggioramento della salute a fattori esterni, interni a noi ma che non dipendono dalla nostra volontà. Non decidiamo se invecchiare o se siamo figli di diabetici, cardiopatici, se siamo nati con alcune alterazioni fisiologiche etc. Ma possiamo verificare che non tutti i figli dei diabetici diventano diabetici, non tutte le persone della stessa età hanno gli stessi acciacchi e via dicendo.

In realtà quello che accade è che il nostro corpo (ma anche la mente e lo spirito) ci parlano, ci mandano dei segnali. A me piace pensare che il nostro corpo prima sussurri, poi cominci ad alzare la voce e poi gridi.  Quello che fatichiamo a capire è che il dolore, il gonfiore o la febbre sono dei messaggi e non la malattia stessa. Quante volte diciamo sono malato perché ho la febbre e assumiamo antipiretici come cura? Questo è un atteggiamento errato. Quante volte davanti ad un dolore prendiamo un antinfiammatorio e passato il dolore non ci curiamo più di cosa ci stava accadendo? Non imbrogliate, vi vedo che dite io no io no. Diciamocelo chiaro, a nessuno piace avere la febbre, avere male, non potersi muovere o dover rinunciare ad una fetta di pizza perché abbiamo mal di stomaco e quindi cerchiamo al più presto un modo per spegnere il sintomo. Ma spento il sintomo il corpo ce ne manda uno ancora più importante perché tutti noi abbiamo un meccanismo inconscio di autodifesa molto attivo.

Cosa sto dicendo? Che tutti noi siamo fatti per stare bene e quando il corpo si sente in pericolo, sente che qualcosa potrebbe rovinare il suo equilibrio (fisico ma anche mentale) manda un s.o.s., via via sempre più importante in modo da allontanare il pericolo.

Provo a farvi un esempio: avete prenotato una vacanza invernale in un luogo tropicale e gli amici (invidiosi) vi intimano di non tornare bianco latte come quando siete partiti. Promettete di godervi il sole il più possibile visto che sono un paio di anni che non riuscite ad andare al mare per svariati motivi. Arrivate e vi piazzate al sole, nonostante siate passati dai 5 gradi della pianura padana ai 27 della spiaggia tropicale. Vi idratate, fate il bagno e vi proteggete con una buona crema. La sera tornate in stanza vi sentite accaldati e arrossati ma niente vi impedirà di godervi la serata.

Il giorno dopo stesso copione solo che nel primo pomeriggio cominciate ad avere un pochino di prurito e qualche puntino rosso sulla pelle. Fate qualche commento sul sole che non è più quello di una volta e sul mare che forse contiene qualche sostanza che vi ha creato allergia e magari quei gamberetti che avete mangiato all’aperitivo la sera prima vi hanno creato una piccola reazione allergica, magari siete intolleranti. Per fortuna avete la vostra pomata anti allergica e via. Ve la spalmate e vi rimettete al sole.

Il terzo giorno cominciate ad essere molto arrossati e avete anche un pochino di mal di pancia con qualche scarica poco simpatica e pensate di aver preso un virus intestinale e correte subito a bloccare questo disturbo con un farmaco adatto. Ma siete ai tropici e non potete rinunciare al sole, al bagno e a quell’aperitivo dolce a bordo piscina con la musica e il ballo. Conclusione il quinto giorno avete la febbre e dovete passare il resto della vacanza in camera. Tornate e raccontate che nei paesi tropicali non ci si può fidare a bere l’acqua del rubinetto e che forse la cucina internazionale non fa per voi.

Quello che in realtà è accaduto è che non eravate pronti per una esposizione prolungata al sole, eravate stanchi e magari anche con le difese immunitarie basse. Il sole ha fatto da vivaio a batteri e virus che già avevate e la scarsa cautela nella esposizione ha innescato un meccanismo a catena che voi avete ignorato in nome della meritata vacanza e del divertimento. Ma il corpo ha vinto perché davanti alla febbre vi siete fermati. Avevate demandato la salute a rimedi farmacologici (naturalmente corretti e benvenuti) ma avete evitato di cambiare le vostre azioni e le vostre abitudini. Non avete agito in maniera attiva ed efficace a preservare la vostra salute.

Naturalmente ho esagerato ma il nostro corpo si comporta così se noi siamo irresponsabili, cioè se non vogliamo assumerci le nostre responsabilità. Se siamo

stanchi dobbiamo riposare, se abbiamo fame dobbiamo mangiare, se un alimento ci fa male dobbiamo evitarlo e se una persona è nociva per noi dobbiamo allontanarci.

Ma allora cosa significa quando c’è la salute c’è tutto? Come possiamo far avverare questa affermazione? Naturalmente ascoltandoci, essendo consapevoli di come funziona il nostro corpo e di quali sono le attenzioni che dobbiamo avere nel momento in cui ci manda qualche segnale. Facendo molta attenzione ad accogliere gli s.o.s. che ci manda in modo da non trovarci in difficoltà peggiori solo perché abbiamo ignorato i primi sintomi. Ascoltarsi significa decidere di affrontare il problema alla radice senza spegnere il sintomo. Significa divenire consapevoli della presenza di una disarmonia e agire attivamente per riequilibrare il sistema  senza demandare ad altri o altro la nostra salute. Prenderci cura di noi stessi significa capire cosa non sta funzionando e agire di conseguenza per riportare l’organismo alla salute.

Nel mese di febbraio affronteremo proprio il tema dell’infiammazione, di come evitare che un dolore muscolare o articolare organico si trasformi in una lesione cronica o addirittura irreversibile.

 

Mara Delaini – Fisioterapista e insegnante di yoga per bambini e adulti. Vive la vita alla ricerca della morbidezza e della leggerezza intesa come capacità di essere lievi anche nelle difficoltà.

maradelaini@gmail.com

Mara Delaini

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