Namastè Yogis,
questo 2022 è iniziato con un’intervista alla dott.ssa Federica Calcagnoli, biologa nutrizionista. Quale miglior maniera per iniziare il nuovo anno, che viene sempre con tanti propositi, dedicando la nostra attenzione alla maniera in cui ci alimentiamo?
Sono ormai più di 10 anni che sto dedicando la mia vita all’approccio olistico ed integrato. In ogni ambito e settore, è sempre risaltata l’importanza alla maniera in cui ci alimentiamo. Gli antichi yogis, che hanno dedicato la loro esistenza allo studio dell’energia di tutto ciò che risiede fuori e dentro di noi, erano consapevoli di come la maniera in cui nutriamo il nostro corpo ha un effetto importante sul nostro spazio mentale, energetico e, di conseguenza, spirituale.
Come ci siamo dette con Federica: immaginiamo di avere una macchina ad altissime prestazioni (il nostro corpo). La maniera in cui ce ne prendiamo cura, i prodotti che utilizziamo per mantenerla pulita e prestante, avranno un impatto sulle sue funzionalità. Se ho una macchina diesel ma le metto benzina, come posso pretendere che funzioni bene e a lungo? Lo stesso vale per il nostro corpo. Se non gli diamo i giusti nutrienti, non solo non stiamo sfruttando le sue potenzialità (elevatissime!) ma rischiamo anche di andare a danneggiarlo, a lungo andare.
Imparare a nutrire il nostro corpo con quello che è più funzionale per lui (ognuno di noi è un individuo unico, per questo è importante assecondare i propri bisogni soggettivi), ci garantirà una qualità di vita che non ha paragoni. Alimentarsi “bene” viene spesso associato alla rinuncia, perdita di gusto e conseguente infelicità. Questo finché non scopriamo quello che abbiamo da guadagnare dal momento in cui impariamo a “trEAT yourself GOOD”, come dice il motto di Federica. Nutrirci con Amore, non solo ci donerà immediatamente più energia, lucidità mentale, aumento di prestazioni fisiche, e benessere generale. Ma scopriremo come anche la nostra alimentazione può essere tanto più gustosa con alimenti in linea con la Natura, non processati e tanto appaganti.
Se vi siete persi l’intervista, la trovate qui nel video Youtube. Appena sotto al video, vi lascio un messaggio della dott.ssa Calcagnoli e i suoi contatti. Se avete il desiderio di scoprire le potenzialità ancora inespresse del vostro sistema mente-corpo, contattatela! Non è mai troppo tardi per iniziare.
Buonissimo inizio di questo nuovo anno, yogis!
Namastè,
Sempre con Amore.
Michela
“trEAT yourself GOOD”: tratta te stesso bene e fallo anche mangiando bene!
È con il mio slogan che ci siamo salutate Michela ed io dopo la piacevolissima intervista, ospite nel suo salotto virtuale.
Abbiamo parlato di come la nutrizione possa impattare il benessere della persona dal punto di vista biochimico-organico, ma anche psico-emotivo. Si tratta solo di cambiare la prospettiva che abbiamo quando pensiamo e usiamo il cibo affinché non sia solo un modo di soddisfare i nostri fabbisogni calorici e i nostri piaceri gustativi, ma sia uno strumento per nutrire le cellule, per elevare il loro potenziale energetico, mantenere o ritrovare lo stato di benessere.
Non dimentichiamoci che la quantità e qualità di ciò che mangiamo impatta sul benessere del microbiota intestinale, che è l’insieme dei microrganismi colonizzanti il nostro tratto gastrointestinale. Essi non si occupano solo di assorbire i nutrienti e di favorire la corretta funzionalità intestinale, ma anche di comunicare con il sistema immunitario e di produrre sostanze fondamentali per l’organismo, a partire da alcuni tipi di vitamine, acidi grassi a corta catena, sostanze antibiotico-simili e molecole di segnale ad azione centrale, che influenzano le funzioni cognitive, il ritmo sonno veglia e, perfino, le emozioni, tanto da parlare, sempre più, di asse bidirezionale microbiota-intestino-cervello.
Insomma, il cibo, se scelto bene, è prevenzione ma è anche una strategia terapeutica che dovrebbe sempre essere inserita all’interno di un percorso di cura integrato, insieme all’esercizio fisico, alla respirazione consapevole, alla regolarità dei bioritmi e a tutte quelle tecniche di gestione dello stress. Lo diceva Ippocrate tanti secoli fa e lo rivaluta oggi la Nutrizione Funzionale, che a me piace definire come una cassetta degli attrezzi da cui attingere in maniera personalizzata in funzione della necessità di chi si rivolge a me, sia che si tratti di una situazione fisiologica che patologica, proprio come se dovessi confezionare un abito su misura: ad ognuno il suo. È questa la mia mission!

Dott.ssa Federica Calcagnoli, laureata in Biologia della Nutrizione, esperta in Nutrizione Funzionale, con un master di II livello in Nutrizione, Nutraceutica e Dietetica Applicata e un perfezionamento universitario in Diete e Terapie Nutrizionali Chetogeniche, dottorato di ricerca in Neuroscienze e laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Per informazioni o richiedere una visita, anche online, si prega di contattare per email info@federicacalcagnoli.com oppure attraverso il sito internet www.federicacalcagnoli.com o al numero 348-8962936.
















Facciamo attenzione perché non sono solo terribilmente nocivi per l’ambiente che ci sta attorno (che comunque dovrebbe farci drizzare le orecchie, visto che la maggior parte delle patologie è correlata allo stato di inquinamento ambientale), ma sono dei veleni per la nostra flora vaginale. Da molteplici studi si è visto, infatti, come gli assorbenti che troviamo negli scaffali dei centri commerciali siano impregnati di: il famosissimo glifosato, diossina,

Il primo segno è CALOR, ovvero il calore. Quando le cellule della parte in questione si attivano, aumentano il loro metabolismo creando una ipertermia locale per intervenire nei confronti dell’agente esterno o interno che ha provocato il danno. Questa attivazione, in genere, provoca un aumento dell’afflusso di sangue nella zona, dando manifestazione al secondo fenomeno che è il RUBOR, cioè il rossore. Nella zona colpita dal danno abbiamo quindi un aumento dell’attività cellulare locale, un aumento del flusso di sangue che veicola l’arrivo di una serie di cellule di difesa per fermare l’agente che ha attaccato l’organismo. Possiamo immaginarci una sorta di sovraffollamento della zona infiammata
In assenza di lesioni cutanee anche superficiali il primo rimedio è il ghiaccio; ha un grande potere nel rallentare l’afflusso di sangue, contrastare l’aumento della temperatura locale, bloccando quindi il fenomeno infiammatorio e indirettamente riducendo dolore e gonfiore.
Un altro rimedio antico ma efficace

Nel frattempo mio padre ha iniziato a dedicarsi all’orto e tuttora mi rifornisce di verdura in estate ed autunno. Non potrei esserne più felice e mi ritengo immensamente fortunata! E consiglio vivamente, a chi ne ha l’opportunità, di fare un piccolo orto, sarà una grande soddisfazione e anche il vostro palato vi ringrazierà!


Nella terminologia medica il corpo fisico viene definito Soma. La parola
Succede poi che un giorno uno dei nostri dolori cominci a farsi più insistente, che una delle nostre articolazioni si gonfi, che un disturbo organico si manifesti quotidianamente e magari accompagnato da febbre o dolore, spaventandoci e costringendoci a modificare il nostro modo di muoverci o comportarci. Quello è il momento in cui cominciamo ad andare dal medico iniziando un balletto di visite e controlli per verificare il nostro stato di salute. Non in tutti i casi si approda ad una diagnosi, ovvero ad individuare una patologia che causa i nostri sintomi, quello che però accade è che chiediamo che il medico ci prescriva qualcosa per far cessare quel disturbo. E questo, magia delle magie, nella maggior parte delle volte avviene. Torniamo a svolgere tutte le nostre attività in maniera spensierata e (sempre per fare il verso ad un’altra famosa pubblicità) senza perdere nessuna lezione di tennis o l’aperitivo con le amiche.
prendiamo un antinfiammatorio e passato il dolore non ci curiamo più di cosa ci stava accadendo? Non imbrogliate, vi vedo che dite io no io no. Diciamocelo chiaro, a nessuno piace avere la febbre, avere male, non potersi muovere o dover rinunciare ad una fetta di pizza perché abbiamo mal di stomaco e quindi cerchiamo al più presto un modo per spegnere il sintomo. Ma spento il sintomo il corpo ce ne manda uno ancora più importante perché tutti noi abbiamo un meccanismo inconscio di autodifesa molto attivo.


Desidero chiarire il termine “trauma”: deriva dal greco e significa “lesione”, inizialmente utilizzato per definire ferite fisiche con associata una componente psicologica, e successivamente utilizzato anche nella connotazione esclusivamente emotiva (che nel tempo può portare a disturbi fisici).
Quando si tratta di un bambino, invece, è sempre nostra responsabilità prendercene cura. Ad esempio è un atto di grande maturità, anche davanti ad un figlio, ammettere di aver sbagliato o esagerato, chiedere scusa. Non c’è bisogno di entrare in lunghi discorsi con un bambino. E’ sufficiente un abbraccio (che rilassa immediatamente il suo sistema nervoso – e il nostro!), un “mi dispiace” e un meraviglioso “va tutto bene”. E per rielaborare lo spavento, è importante lasciare che il bambino esprima rabbia o un bel pianto. Mentre noi restiamo lì accanto, presenti, assicurandoci che non si faccia male, senza bloccare le lacrime con frasi come “i maschietti non piangono” e senza preoccuparci per questa reazione: le emozioni, per fortuna, passano. Basta lasciarle esprimere in modo sano.

Vi siete mai accorti di quante volte nella vita quotidiana ricorriamo a espressioni del tipo: “quella persona mi sta sul gozzo”, “questa situazione è un boccone troppo amaro”, “mi è caduto addosso un macigno”, “mi fai venire il latte alle ginocchia” oppure quando stiamo parlando con una persona che ci deve dire qualche cosa ma non riesce le diciamo “sputa il rospo”?
Quando ci prendiamo cura di noi stessi da tutti questi punti di vista stiamo facendo un lavoro Olistico.