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Nel pensiero cinese, e anche nell’On Zon Su (l’arte del massaggio cinese del piede), assume un’importanza fondamentale l’analogia, la quale permette di cogliere intuitivamente aspetti delle cose che altrimenti sarebbe più difficile scoprire.

Prendendo la definizione dal vocabolario, l’analogia è il rapporto di somiglianza tra due oggetti, tale che dall’uguaglianza o somiglianza constatata tra alcuni elementi di tali oggetti si possa dedurre l’uguaglianza o somiglianza anche di tutti gli altri loro elementi costitutivi.

Generazioni di studiosi e maestri, attraverso l’uso di analogie funzionali e consolidate, posero le basi del pensiero cinese che venne via via sviluppato nel corso dei millenni fino ad arrivare ai giorni nostri.

Una delle analogie più significative dell’On Zon Su è il binomio “uomo-albero”.

Gli antichi cinesi osservarono come l’uomo e l’albero si somigliassero: entrambi si ergono dalla terra e crescono verso l’alto. Le radici dell’albero sono come i piedi dell’uomo, sono le sue fondamenta ed è da questa affermazione che deriva l’importanza dei piedi nel corpo umano. Se le radici dell’albero riescono ad assorbire nutrimento dalla terra, l’albero cresce rigoglioso e dà frutti. Se le radici dell’albero sono sane anche l’intero albero lo è. Tutto questo, per analogia, vale anche per l’uomo: se i piedi dell’essere umano sono sani anche l’intero corpo umano lo è.

Ne deriva che si può agire sui piedi per raggiungere o mantenere il benessere dell’individuo.

Un’altra analogia tra l’uomo e l’albero è che entrambi dipendono dal Cielo e dalla Terra: hanno bisogno delle energie del Cielo e della Terra. Dal Cielo assorbono l’ossigeno, la luce, lo spettro dei colori e le influenze cosmiche; dalla Terra ottengono nutrimento e stabilità.

La triade “Cielo – Uomo – Terra” è un concetto molto importante, se non fondamentale, nell’On Zon Su.

“L’Uomo nasce dalla Terra, il suo destino viene dal Cielo. La combinazione delle due energie, celeste e terrestre, si chiama “Uomo”. Poiché l’Uomo risponde alle evoluzioni delle quattro stagioni, il Cielo e la Terra sono chiamati il “Padre” e la “Madre”. Poiché l’Uomo comprende i problemi degli esseri egli è chiamato “Figlio del Cielo”.

Huangdi Neijing Suwen (Le domande semplici dell’Imperatore Giallo)

In questa sede vorrei soffermarmi sul concetto di Cielo che nell’On Zon Su – e nella Medicina Tradizionale Cinese – è molto affascinante (perlomeno a me affascina tantissimo!).

Nella teoria dell’On Zon Su oltre alla concezione di cielo come viene comunemente considerato (spazio entro cui si muove il nostro pianeta e tutto il sistema solare), sono presenti anche le nozioni di Cielo Anteriore e Cielo Posteriore di ciascun individuo.

Come mai due Cieli?

Il Cielo Anteriore e il Cielo Posteriore hanno a che vedere con il concetto di tempo più che di spazio.

Il periodo di tempo che intercorre tra il concepimento (o forse anche prima?) e la nascita di un individuo rappresenta il suo Cielo Anteriore, mentre il periodo di tempo compreso da dopo la nascita e fino alla morte dell’individuo viene definito Cielo Posteriore.

Il Cielo Anteriore rappresenta le influenze prenatali dell’individuo: l’ereditarietà, la costituzione, tutto ciò che è innato e che rimarrà pressoché uguale nel tempo; il Cielo Posteriore invece indica le influenze postnatali quali l’educazione, il luogo in cui vive, l’alimentazione, il lavoro che svolge, lo stile di vita, e tutte le altre condizioni che possono mutare nel corso della sua esistenza.

L’aspetto interessante dell’On Zon Su è che permette di intervenire sia sui disturbi del Cielo Anteriore dell’individuo (attraverso la Tavola del Cielo Anteriore), sia sui disturbi del suo Cielo Posteriore (attraverso la Tavola del Cielo Posteriore).

Vediamo se siete attenti e “analogici”

Per quali disturbi verrà utilizzata la Tavola del Cielo Anteriore? E per quali quella del Cielo Posteriore?

Provate ad indovinare!

La Tavola del Cielo Anteriore sarà la scelta ideale per trattare tutti i disturbi ereditari e/o cronici; mentre la Tavola del Cielo Posteriore verrà utilizzata per migliorare i disturbi conseguenti allo stile di vita della persona.

In questi giorni osservate i vostri Cieli (anche quello azzurro fuori dalle finestre!) e, se vi va, fatemi sapere come stanno!

“Per tutti, sotto questo Cielo, concepito il bello nasce il brutto, fissato il bene prende forma il non-bene, essere e non essere si condizionano, grande e piccolo si caratterizzano a vicenda, l’alto si capovolge nel basso, prima e poi si susseguono a circolo”

Lao Tzu

Un caloroso saluto!

Paola

 

Paola Colafabio Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®  Amo tutto ciò che fa bene al corpo, alla mente e allo spirito!

Per sedute individuali o maggiori informazioni contattami:

3200710276
paolacolafabio@gmail.com

 

Oggi ho deciso di condividere con voi un po’ di pratica.

Ho pensato che, considerato il particolare periodo che stiamo vivendo durante il quale non vi posso incontrare fisicamente per massaggiarvi i piedini, sarebbe bello condividere con voi alcune manovre da utilizzare per l’automassaggio o per massaggiare i piedi di chi vive con voi!

Premetto che in questo articolo utilizzerò un linguaggio semplicissimo, evitando tecnicismi e approfondimenti troppo teorici, rispettando il mio intento iniziale che è quello di invogliarvi ad agire subito!

Il momento migliore per eseguire un massaggio plantare è il tardo pomeriggio, o comunque lontano dai pasti per non intralciare la digestione.

Prima di tutto preparatevi un buon tè verde: lo dovrete bere a piccoli sorsi da qui in avanti (se siete voi a fare il massaggio a qualcuno, preparatene due tazze!), questo aiuterà l’azione drenante e purificante del massaggio.

Successivamente, portandovi il tè verde con voi, scaldate e rilassate i piedi con un pediluvio. Se non avete nulla in casa in questo momento, sono sufficienti acqua calda e comune sale da cucina. L’acqua deve essere calda al punto da arrossare un po’ i piedi, ma non deve scottare! Il pediluvio, oltre a preparare i piedi a ricevere tutti i benefici del massaggio, aumenta la circolazione e schiarisce la mente. Fateci caso!

Eseguite altri semplici rituali per rendere confortevole la stanza o l’ambiente dove vi dedicherete al massaggio e qui potete dare libero sfogo alla fantasia! Io vi do alcuni consigli:

  • Aprite la finestra della stanza prima di iniziare in modo da far entrate aria fresca;
  • Bruciate un incenso, il palo santo o diffondete delle essenze (se avete bisogno di energia e tono preferite limone o arancio, se avete bisogno di rilassarvi usate la lavanda);
  • Mettete della musica tranquilla in sottofondo, l’ideale sarebbe il suono dell’acqua che scorre.   

Se non avete tanto tempo a vostra disposizione potete saltare i passaggi precedenti e partire da qui.

Avevo detto che non avrei usato particolari tecnicismi, ma mi sbagliavo! Le indicazioni che seguono sono importanti per eseguire un massaggio efficace e corretto, per questo mi sono sentita in dovere di riportarle.

• Se eseguite il massaggio a qualcuno, il massaggiato deve sdraiarsi a pancia in su; sarebbe opportuno mettere una coperta arrotolata sotto le sue ginocchia. Se eseguite un automassaggio posizionatevi seduti a gambe incrociate.

• Se siete maschi o se dovete fare il massaggio ad un maschio iniziate sempre dal piede sinistro per poi procedere con le stesse manovre sul destro; viceversa, per le donne iniziate il massaggio dal piede destro e poi passate al sinistro.

• La mano che massaggia deve essere la mano destra quando massaggiate il piede destro e la mano sinistra quando massaggiate il piede sinistro; in caso di automassaggio non è sempre possibile, dunque usate la mano con cui siete più comodi.

• La mano libera che non massaggia deve sempre sostenere il piede: dovete quindi eseguire una controspinta rispetto all’azione della mano attiva che massaggia (esempio: figura 1). In caso di automassaggio non è sempre fattibile essere comodi: evitate le manovre in cui sentite eccessiva scomodità o le vostre articolazioni soffrono!

Figura 1

• Cercate di mantenere la schiena dritta, il collo allineato (non piegate la testa in avanti o lateralmente) e le spalle basse.

• Di seguito, nel descrivere le manovre, quando specifico le ripetizioni di tre, se voleste andare avanti a fare più ripetizioni eseguitele sempre per multipli di tre (quindi tre, sei, nove volte ecc.).

• Cercate di mantenervi tranquilli e concentrati per tutta la durata del massaggio; quando notate che vi siete persi nei pensieri tornate al momento presente connettendovi al vostro respiro.

• Se ricevete il massaggio, non dovete fare nulla! Siate fiduciosi, disponibili e lasciate andare ogni tensione.

Non preoccupatevi se vi confondete o non riuscite a tenere mente tutto! Se vi appassionerete, vedrete che con il tempo vi verrà automatico.

Procediamo!

  • Unite i palmi delle mani davanti al viso e sfregateli uno contro l’altro per richiamarvi energia e calore;
  • Con i palmi delle mani sfregate tutte le parti del piede: dorso, pianta, lato interno ed esterno, dita, tallone, malleoli e collo del piede;
  • Con il palmo della mano sfregate la punta delle dita del piede (questo ha effetto tranquillizzante ed è utile in caso di “cerchio alla testa”);
  • Schiaffeggiate tutte le parti del piede (utile per la circolazione: lo schiaffo scalda i piedi e secondo gli antichi maestri cinesi avere i piedi caldi significa avere testa fresca e quindi buona salute);
  • Con le punte delle dita delle mani unite (vedi figura 2) picchiettate tutte le parti del piede anche dove si sentono le ossa (evitate questa manovra sulle persone anziane);

    Figura 2

  • Soffermatevi sulle parti carnose del piede e “spremetele” con entrambe le mani;
  • Appoggiate una mano sul collo del piede e con l’altra movimentate la caviglia ruotando il piede tre volte in senso antiorario e tre volte in senso orario, cercate di arrivare alla massima ampiezza di rotazione consentita dalle articolazioni;
  • Appoggiate una mano sul collo del piede e con l’altra movimentate la caviglia flettendo il piede in avanti (verso il pavimento) e indietro (verso il volto) per tre volte;
  • Posizionate il pollice della mano o la punta di entrambi i pollici nella fossetta del punto diaframma (vedi figura 3): premete aumentando gradualmente la pressione durante l’espiro e allentate la pressione all’inspiro, ripetete più volte (utilissimo in caso di ansia, agitazione, peso sullo stomaco);

    Figura 3

  • Con il bordo esterno del palmo della mano (vedi figura 4) sfregate la linea orizzontale di attacco delle dita alla pianta del piede in un verso e nell’altro, ripetete più volte (utile in caso di vertigini, capogiri, cefalea, nervosismo, tensione o dolore al collo);   

    Figura 4

  • Con il bordo esterno del palmo della mano (vedi figura 4) sfregate la linea verticale mediana della pianta del piede (vedi linea nella figura 5) in giù e in su più volte (utile in caso di ansia, agitazione, insonnia, ipertensione);

    Figura 5

  • Con le nocche delle dita della mano chiusa leggermente a pugno (vedi figura 6) sfregate in giù e in su tutta la pianta del piede, ripetete più volte (questo ha effetto rivitalizzante per tutti gli organi interni);

    Figura 6

  • Con la punta del pollice e dell’indice della mano pinzate i lati del tendine d’Achille su tutta la sua lunghezza dall’attaccatura al tallone fino a dove inizia il polpaccio e tornate indietro, potete ripetere più volte (ha effetto sulla schiena e rilassa la tensione muscolare delle spalle. Funge da “elisir di lunga vita”: gli antichi taoisti dicevano che per garantire una lunga vita bisognava massaggiare il tendine d’Achille!);

Le manovre per il mal di testa e i disturbi di occhi, orecchie, naso, bocca

Le manovre seguenti, che interessano le dita dei piedi, sono utili in caso di mal di testa e per tutti i disturbi legati a occhi, orecchie, naso, bocca.

  • Flettete in su e in giù tutte le dita del piede contemporaneamente mantenendo il piede fermo (vedi figura 7);

    Figura 7

  • Tenete fermo il piede con una mano appoggiandola sul dorso appena sotto le dita, con l’indice, il medio e il pollice dell’altra mano ruotate ciascun dito del piede tre volte in senso antiorario e tre volte in senso orario;
  • Con la punta del pollice e dell’indice della mano pizzicate per tre volte il polpastrello di ciascun dito del piede come per volerne far uscire qualcosa;
  • Con la punta del pollice e dell’indice della mano pinzate per tre volte ai lati di ciascun dito del piede su tre livelli in lunghezza: ai lati dell’unghia, a metà della lunghezza del dito, alla base del dito (ovvero all’attaccatura del dito alla pianta);
  • Con l’unghia del mignolo o del pollice disegnate una croce sulla punta delle dita dei piedi (questa manovra si chiama “sveglia testa” ed è utile per aumentare la concentrazione, la memoria e l’attenzione)
  • Per concludere, ripetete gli sfregamenti di tutte le parti del piede;
  • Sdraiatevi a pancia in su per qualche minuto (anche se avete effettuato il massaggio a qualcun altro) e respirate profondamente; poi giratevi su un fianco e, aiutandovi con le mani che respingono il pavimento, sollevatevi lentamente. Sollevatevi in questo modo anche nel caso abbiate ricevuto il massaggio.

Al termine del massaggio ricordatevi, come consueta norma igienica, di lavare le mani e, per scaricarvi energeticamente, tenete le mani e gli avambracci sotto l’acqua fresca per un paio di minuti.

Sono sicura che adesso i vostri piedi saranno felicissimi!

Ricordatevi sempre di voler bene ai vostri piedi e di prendervene cura.

I piedi sono le vostre fondamenta, le vostre radici, e vi portano ovunque vogliate.

Per qualsiasi domanda o chiarimento sono a vostra disposizione!

Paola

 

Paola Colafabio Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®  Amo tutto ciò che fa bene al corpo, alla mente e allo spirito!

Per sedute individuali o maggiori informazioni contattami:

3200710276
paolacolafabio@gmail.com

Come funziona la riflessologia plantare?

Credo che questa sia la prima domanda che sorge spontanea nella testa di chiunque senta parlare di questo tipo di massaggio.

La riflessologia plantare si basa sull’assunto che nel piede (microcosmo) sia rappresentato tutto il corpo umano (macrocosmo).

Sul dorso e sulla pianta del piede, dunque, sono individuabili specifici punti o aree che rappresentano tutte le parti del corpo e che possono essere stimolate attraverso una digito-pressione sui punti/aree del piede corrispondenti.

Lo stimolo provocato dalla digito-pressione viene veicolato principalmente attraverso il sistema nervoso periferico e centrale che collega le parti periferiche del corpo (tra cui i piedi) al midollo spinale e all’encefalo i quali, a loro volta, innervano tutto l’organismo.

Oltre al sistema nervoso, le manovre della riflessologia attivano anche il sistema cardio vascolare, il sistema linfatico, il tessuto connettivo, la pelle, i muscoli, la struttura ossea e i meridiani (i canali attraverso i quali si muove l’energia nel nostro corpo, secondo la medicina tradizionale cinese) che contribuiscono sinergicamente alla trasmissione degli “input” della digito-pressione plantare. 

Ecco come si spiega fisicamente il collegamento tra punto/area del piede e parte del corpo.

Ma c’è anche un’altra spiegazione molto più interessante e, per darvela, vi racconto una cosa che mi è successa quando frequentavo la scuola di riflessologia On Zon Su ®.

Al termine di ogni anno ci attendeva un esame di valutazione durante il quale presenziava il caposcuola, il Maestro Ming Wong C.Y.

Oltre alla prova scritta e pratica, dovevamo portare due relazioni e una domanda da porre al Maestro Ming.

Ogni giorno pensavo e ripensavo a cosa avrei potuto chiedere al Maestro Ming, ma in testa avevo il vuoto più totale.

Un giorno mi si accese la lampadina: lessi da qualche parte una citazione, in basso a destra c’era scritto “Proverbio cinese”.

Ecco! Avrei chiesto al Maestro Ming qual era il suo proverbio cinese preferito! (ragazzi, credetemi, non mi era venuta in mente una domanda migliore!!).

Il giorno dell’esame arrivò e porsi la mia domanda al caro Maestro Ming il quale mi rispose: “Il mio proverbio preferito è: FARE PER NON FARE!”

Rimasi qualche secondo senza parole, poi chiesi “Cosa significa?” e lui, con il suo sguardo dolce e sorridente, mi disse che avrei dovuto pensarci su.

Il mio cervello iniziò il suo lavorio mentale… Ma cosa voleva dire? Fare per non fare? Se faccio una cosa è perché la voglio fare, se faccio una cosa la sto facendo, è innegabile, come faccio a non farla?

Facevo veramente fatica a comprendere il significato del proverbio e i miei schemi mentali da occidentale non mi aiutavano di certo.

Un giorno, mentre leggevo un libro, capii.

Parlai a me stessa:
“Io faccio il massaggio, attraverso il quale do uno stimolo al corpo di chi sto massaggiando, ma lascio che sia l’intelligenza del corpo stesso ad agire come e dove c’è bisogno, in questo senso “non faccio”. Con le conoscenze che ho, so che manovre eseguire, su quale parte del piede e con quale dito della mano, ma non posso essere totalmente certa di come, dentro al corpo, il mio tocco verrà recepito e dove andrà a finire… lo posso solo immaginare in base a conoscenze teoriche che ho appreso. 
Il massaggio ha effetto su tutto il corpo, e il corpo sa dove farlo arrivare.”

Come nel Mondo e nella Natura hanno luogo processi di autoregolazione finalizzati all’equilibrio che sembrano guidati da una Forza saggia sulla quale non abbiamo controllo, così anche all’interno del corpo avvengono straordinari meccanismi di omeostasi che mirano al raggiungimento e al mantenimento di una condizione di benessere. Non bisogna fare altro che attivare questi meccanismi, e la riflessologia plantare funge da potente catalizzatore.

Possiamo vedere il massaggio del piede come l’incontro di due elementi aventi cariche energetiche opposte (lo Yin del piede del ricevente e lo Yang della mano del massaggiatore) il quale innesca una trasformazione, un movimento, un processo di circolazione delle energie che termina con l’equilibrio.

Quindi… Let it be!

Con umiltà e profondo rispetto lascio che tutto sia, lascio che tutto avvenga, tanto nel massaggio quanto nella vita.

 

Paola Colafabio Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®  Amo tutto ciò che fa bene al corpo, alla mente e allo spirito!

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La primavera è la stagione della rinascita, la Natura sboccia di fiori e profumi, il sole ci regala quel calore che tanto aspettavamo durante l’inverno; non vediamo l’ora di metter via i maglioni, i cappotti, i piumoni e goderci il nostro tempo libero all’aria aperta.

Ma allora perché appena arriva la primavera ci sentiamo stanchi? Non dovremmo essere carichi di vitalità e voglia di fare?

Non ho mai trovato risposta a queste domande finché non ho scoperto la saggezza della Medicina Tradizionale Cinese (abbr. MTC).

Servono delle piccole premesse per comprendere meglio quello che verrà scritto in seguito, soprattutto per chi non ha mai sentito parlare della MTC.

La Medicina Tradizionale Cinese è un insieme di metodi di diagnosi e cura sviluppatisi negli ultimi tremila anni attraverso l’osservazione del mondo naturale e delle sue leggi, i cui principi fondamentali derivano dai dogmi del Taoismo.

Le leggi che stanno alla base della Medicina Tradizionale Cinese sono:

  • La legge dello Yin e dello Yang
  • La legge dei 5 elementi o delle 5 forze agenti (acqua, legno, fuoco, terra, metallo)

Yin e Yang sono essenzialmente descrittori delle interazioni dinamiche alla base di tutti gli aspetti dell’universo. Ad ogni aspetto Yin dell’universo, della natura e dell’uomo corrisponde un aspetto Yang che lo definisce e dal quale è interdipendente. Facciamo un esempio: all’aspetto Yin della notte corrisponde l’aspetto Yang del giorno. Giorno e notte sono legati da un rapporto di interdipendenza: il giorno esiste solo grazie all’esistenza del suo opposto, la notte appunto. Proviamo a pensare… se non ci fosse mai la notte riusciremmo a dare una definizione di giorno? Senza il suo opposto, la parola “giorno” cosa rappresenterebbe?

Dall’osservazione del mondo naturale e dei processi dinamici in esso riscontrabili gli antichi cinesi dedussero l’esistenza di cinque elementi costituenti l’universo e qualsiasi cosa in esso contenuto; questi elementi sono: l’acqua, il legno, il fuoco, la terra e il metallo. Ogni elemento ha delle specifiche caratteristiche e funzioni. I cinque elementi sono collegati tra loro mediante il ciclo di mutua produzione e di mutuo controllo che ne garantiscono costantemente l’armonia e l’equilibrio.

Il più evidente processo dinamico presente in natura è il ciclo delle stagioni; ad ogni stagione viene quindi associato un elemento: all’inverno viene associato l’elemento acqua, alla primavera l’elemento legno, all’estate l’elemento fuoco, alla fine estate (nella MTC viene chiamata la quinta stagione che va dalla metà di agosto fino all’inizio dell’autunno) l’elemento terra e all’autunno viene associato l’elemento metallo.

Se non avessi dei limiti nella scrittura di questo articolo probabilmente andrei avanti per pagine e pagine a parlarvi di tutte le caratteristiche dei cinque elementi talmente mi appassiona l’argomento, ma focalizziamo l’attenzione su ciò che ci interessa in questo momento.

Stiamo parlando della primavera e l’elemento ad essa associato è il legno.

La forza del legno è la forza della nuova vita che si contrappone all’immobilità invernale, è la forza della spinta che fa schiudere il seme e fa nascere la nuova piantina.

L’energia del legno si espande in tutte le direzioni (non a caso, viene rappresentata dal drago a dimostrazione di un’essenza potente e vigorosa); tutto ciò che opprime e deprime è contrario al suo carattere.

Nell’uomo il legno corrisponde al fegato (organo) e alla cistifellea (viscere); si apre negli occhi e si manifesta nelle unghie e ha le seguenti funzioni:

  • Regola la circolazione del Qi (energia);
  • Immagazzina il sangue;
  • Regge tendini e muscoli.

Dopo aver fatto questa premessa teorica (che spero non vi abbia confuso troppo le idee!), torniamo alla domanda iniziale: perché in primavera ci sentiamo stanchi?

Durante l’inverno tendiamo ad accumulare parecchie tossine a causa di una minore attività fisica (sia per il freddo che ci impigrisce sia per le minori ore di luce che rendono brevi le giornate e quindi ristretto il tempo libero a nostra disposizione) e di una dieta più carica di cibi grassi e pesanti (consideriamo anche i pranzi e le cene di tutto il periodo delle festività Natalizie!!).

Non appena arriva la primavera il legno irrompe con tutta la sua forza e non fa altro che aumentare tutti i flussi di energia nel nostro corpo.

Sospinte dall’intensificarsi di tali flussi, le tossine accumulate nella stagione invernale iniziano anch’esse a circolare e nel corpo si attiva la priorità di eliminarle per evitare che la loro libera circolazione comprometta la salute e il benessere dell’organismo.

La stanchezza dipende dal fatto che il corpo tiene impegnate tutte le energie a disposizione per mettere in atto questo processo di pulizia dalle tossine.

Cosa possiamo fare per evitare questa stanchezza?

Aiutare il nostro corpo!!

Prima di tutto agendo d’anticipo! In inverno quindi cerchiamo di mantenere una regolare attività fisica (senza esagerare perché ricordiamoci che l’inverno è anche la stagione del riposo e della lentezza!) e optiamo per una dieta meno carica di grassi e più ricca di frutta e verdura di stagione, alimenti e spezie riscaldanti come zenzero e curcuma.

In seconda battuta, non appena inizia la stagione primaverile aiutiamo il corpo nel processo di smaltimento delle tossine bevendo tanta acqua, tisane drenanti e depurative, frutta e verdura di stagione. Anche brevi periodi di digiuno possono aiutare (affidatevi sempre ad esperti, mi raccomando!!)

Un valido aiuto può arrivare anche dai massaggi e dalla riflessologia plantare On Zon Su ® (dal cinese On Zon Su ® significa letteralmente “arte del massaggio del piede”).

Ci sono tavole o mappe (insieme di tecniche e manovre sul piede) dell’On Zon Su ® specifiche sia per la pulizia dell’organismo sia per trattare tutti i disturbi legati all’elemento legno che ben si addicono alla stagione primaverile. 

Contattatemi se volete avere qualche altra informazione o se volete provare!

Buona primavera a tutti!!

Paola

Paola Colafabio Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®  Amo tutto ciò che fa bene al corpo, alla mente e allo spirito!

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Inizio il mio viaggio alla scoperta del mondo olistico circa nove anni fa quando mi iscrissi ad un corso di yoga e massaggio Thai. Con lo yoga è stato amore a prima vista, anzi a prima… asana!!!

Dopo qualche anno decido di approfondire e “concretizzare” il mio interesse per la riflessologia plantare frequentando il corso triennale della On Zon Su ® School al termine del quale conseguo il diploma di Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®.

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