Una volta iniziato il mio percorso verso un’alimentazione a base vegetale è diventato naturale interessarmi anche alla qualità dei cibi che acquisto e mangio. Vi chiederete, ma come, prima non lo facevi? No, ad essere sincera no!
Ho quindi iniziato a fare un po’ di ricerche e a parlarne con gli amici, e il primo passo è stato quello di andare al mercato per l’approvvigionamento di cibi freschi. Una volta visto che potevo permettermi di fare la spesa ogni 2 o 3 settimane, perché la verdura e la frutta si conservavano tranquillamente, non ho più messo piede al supermercato per l’acquisto dei prodotti freschi. Ovviamente dovrete farvi un po’ l’occhio e imparare a scegliere i banchi con i prodotti più freschi.
Nel frattempo mio padre ha iniziato a dedicarsi all’orto e tuttora mi rifornisce di verdura in estate ed autunno. Non potrei esserne più felice e mi ritengo immensamente fortunata! E consiglio vivamente, a chi ne ha l’opportunità, di fare un piccolo orto, sarà una grande soddisfazione e anche il vostro palato vi ringrazierà!
Ho comunque continuato a fare ricerche, finché ho scoperto il magico mondo della spesa a filiera corta. In cosa consiste? Nel fare la spesa dai produttori locali. Che dire? Fantastico! Fantastico per tanti motivi: per una questione di freschezza, per il rispetto della stagionalità e della varietà.
Non dimentichiamoci che in qualsiasi dieta sana ed equilibrata non possono mancare frutta e verdura, alimenti estremamente benefici, perché ricchi di elementi utili a tante funzioni del nostro organismo. Ormai però si sottovaluta l’importanza di mangiare frutta e verdura di stagione, perché siamo abituati a poter usufruire di fragole e frutti di bosco in pieno inverno, delle arance in piena estate, ecc.
Seguire la stagionalità degli alimenti ci assicura però una dieta varia e ben bilanciata per il nostro organismo. La natura ha, anche in questo caso, un ciclo perfetto: ad esempio, d’estate ci offre frutti ricchi d’acqua e rinfrescanti, mentre d’inverno prodotti ricchi di vitamina C per prevenire i malanni di stagione.
Quindi nei mesi in cui non avevo la verdura dell’orto di papà, ho iniziato a fare la spesa direttamente nell’azienda agricola, dove vengono coltivate frutta e verdura. Vi chiederete come ho fatto a trovarla…è vero che da ragazza di campagna cammino ore ed ore col mio cane per prati e boschi, ma non ho trovato l’azienda agricola per caso, né ho passato in rassegna tutti i casolari del territorio. Ho trovato l’azienda agricola grazie al sito Considero Valore, in cui trovate una mappatura di piccole aziende agricole e altre realtà di artigianato alimentare, che la sua fondatrice Antonella Gallino continua ad aggiornare ed arricchire. Antonella, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, crede molto nel suo progetto che porta avanti dal 2014 con immensa scrupolosità ed attenzione, andando personalmente a conoscere i produttori. https://www.considerovalore.it
L’ultimo passo fatto, di cui sono molto soddisfatta, è stato iscrivermi ad un Alveare, che ha come punto di ritiro il centro sociale a 100mt da casa mia e che per me è come una seconda casa. Il fatto che abbiano deciso di aderire a questa rete di acquisto mi ha resa molto felice ed orgogliosa, e ancor più vedere che molte persone vi aderiscono. Finalmente la gente si sta svegliando! ☺
Tramite l’alveare, tutte le settimane potete fare la vostra spesa online (dal sito o dalla app) scegliendo i prodotti disponibili al momento (frutta, verdura, legumi secchi, riso, pane e farine, carne, formaggi, marmellate, vino, ecc..) e ritirarli nel giorno stabilito direttamente dalle mani dei produttori. Per maggiori informazioni, consultate il sito https://alvearechedicesi.it/it

Ci tengo anche a sottolineare che fare una spesa a filiera corta significa anche dare il proprio contributo all’ecosostenibilità. Perché?
Innanzitutto per la provenienza: acquistando prodotti locali si riduce in modo sostanziale il proprio impatto ambientale riducendo le emissioni causate dal trasporto (inoltre, dopo un lungo trasporto i prodotti avranno perso parte dei loro importanti nutrienti).
Per il packaging: facendo la spesa dai produttori locali riusciamo a ridurre i nostri rifiuti, perché non hanno bisogno di imballi e usano packaging solo se costretti (es. barattoli di vetro per yogurt, marmellate e salse) e spesso ne accettano persino il reso. Per frutta e verdura, per esempio, riutilizzano cassette di legno o al massimo sacchetti di carta (ottimi per conservarle in frigorifero). Carne e formaggi vengono avvolti solo in fogli di carta per alimenti, quindi niente vaschette di plastica o polistirolo e pellicole aggiuntive. Inoltre potete portare le vostre borse riutilizzabili e ritirare il tutto.
Quindi cosa aspettate? Abbandonate i supermercati affollati e andate a conoscere i produttori vicino a casa vostra, non ne rimarrete delusi! ☺
Yogini da qualche anno, grazie a Michela che mi ha fatto innamorare di questa disciplina e che ogni tanto cerco di corrompere con qualche esperimento culinario. 😉 Vegetariana, amo mangiare, ma amo altrettanto cucinare per me e per i miei cari ed amici.
Spero di “soddisfare” i vostri palati e di farvi scoprire che cambiare alimentazione non è assolutamente limitativo, anzi c’è tutto un mondo da scoprire! Ancora oggi, dopo quasi dieci anni di vegetarianesimo, non sono caduta nella monotonia in cucina.
Vi chiedo di seguire le ricette, ma di seguire anche il vostro istinto e le vostre papille, sperimentando! Io sarò assolutamente felice di sentire le vostre opinioni e vedere le vostre rivisitazioni.
Vuoi chiedermi qualcosa? Ecco come metterti in contatto con me:







Nella terminologia medica il corpo fisico viene definito Soma. La parola
Succede poi che un giorno uno dei nostri dolori cominci a farsi più insistente, che una delle nostre articolazioni si gonfi, che un disturbo organico si manifesti quotidianamente e magari accompagnato da febbre o dolore, spaventandoci e costringendoci a modificare il nostro modo di muoverci o comportarci. Quello è il momento in cui cominciamo ad andare dal medico iniziando un balletto di visite e controlli per verificare il nostro stato di salute. Non in tutti i casi si approda ad una diagnosi, ovvero ad individuare una patologia che causa i nostri sintomi, quello che però accade è che chiediamo che il medico ci prescriva qualcosa per far cessare quel disturbo. E questo, magia delle magie, nella maggior parte delle volte avviene. Torniamo a svolgere tutte le nostre attività in maniera spensierata e (sempre per fare il verso ad un’altra famosa pubblicità) senza perdere nessuna lezione di tennis o l’aperitivo con le amiche.
prendiamo un antinfiammatorio e passato il dolore non ci curiamo più di cosa ci stava accadendo? Non imbrogliate, vi vedo che dite io no io no. Diciamocelo chiaro, a nessuno piace avere la febbre, avere male, non potersi muovere o dover rinunciare ad una fetta di pizza perché abbiamo mal di stomaco e quindi cerchiamo al più presto un modo per spegnere il sintomo. Ma spento il sintomo il corpo ce ne manda uno ancora più importante perché tutti noi abbiamo un meccanismo inconscio di autodifesa molto attivo.



Desidero chiarire il termine “trauma”: deriva dal greco e significa “lesione”, inizialmente utilizzato per definire ferite fisiche con associata una componente psicologica, e successivamente utilizzato anche nella connotazione esclusivamente emotiva (che nel tempo può portare a disturbi fisici).
Quando si tratta di un bambino, invece, è sempre nostra responsabilità prendercene cura. Ad esempio è un atto di grande maturità, anche davanti ad un figlio, ammettere di aver sbagliato o esagerato, chiedere scusa. Non c’è bisogno di entrare in lunghi discorsi con un bambino. E’ sufficiente un abbraccio (che rilassa immediatamente il suo sistema nervoso – e il nostro!), un “mi dispiace” e un meraviglioso “va tutto bene”. E per rielaborare lo spavento, è importante lasciare che il bambino esprima rabbia o un bel pianto. Mentre noi restiamo lì accanto, presenti, assicurandoci che non si faccia male, senza bloccare le lacrime con frasi come “i maschietti non piangono” e senza preoccuparci per questa reazione: le emozioni, per fortuna, passano. Basta lasciarle esprimere in modo sano.

Vi siete mai accorti di quante volte nella vita quotidiana ricorriamo a espressioni del tipo: “quella persona mi sta sul gozzo”, “questa situazione è un boccone troppo amaro”, “mi è caduto addosso un macigno”, “mi fai venire il latte alle ginocchia” oppure quando stiamo parlando con una persona che ci deve dire qualche cosa ma non riesce le diciamo “sputa il rospo”?
Quando ci prendiamo cura di noi stessi da tutti questi punti di vista stiamo facendo un lavoro Olistico.

La prossima ricetta l’ho imparata recentemente ad un corso “supersonico”, corso in cui (perdonate la mia ignoranza) ho scoperto che la zucca può essere consumata anche cruda. Voi lo sapevate? Quindi se siete dotati di un buon mixer potrete prepararla anche a crudo, altrimenti procedete con la cottura. Vediamo come.
Preparate il brodo vegetale: mettete in un pentolino un litro d’acqua e un dado e portate lentamente ad ebollizione e tenetelo poi in caldo.
Mug cake mele e cannella
Ci tengo a specificare che non è fisiologico avere dolore né durante l’ovulazione né tanto meno durante le mestruazioni. Un dolore mestruale fisiologico dovrebbe durare per un massimo circa di 4 ore, dovrebbe essere sopportabile e percepito più come una sensazione di piacevole rilascio rispetto ad una sensazione di disagio acuto.
Il nostro bacino è composto da tre ossa che si articolano tra di loro per mezzo dei legamenti (per approfondire meglio l’anatomia di base, puoi leggere i due articoli scritti dalla nostra fisioterapista: “
Abbiamo visto nell’articolo “
Nella regione del bacino abbiamo una struttura fasciale molto forte che si chiama fascia endo-pelvica, la quale dal pube si porta indietro rivestendo prima la vescica, continua dietro avvolgendo l’utero, poi abbraccia il retto fino ad aggrapparsi al sacro e lateralmente alle ossa iliache. La cosa fantastica del poter osservare il nostro corpo attraverso l’anatomia è che rende molto intuitivo come sia impossibile ragionare a settori.
L’utero e le ovaie, che sono organi posti anatomicamente al centro, sono molto suscettibili a tutto questo soprattutto per le relazioni dirette che abbiamo visto avere con le ossa del bacino. Pensate al sacro che deve stare inclinato in un determinato modo per funzionare bene, ora se io cado sopra alla sua parte finale quella caduta mi porta a farlo diventare ad esempio più verticale. I legamenti sacro-uterini, che si ancora proprio a metà del sacro, verranno trazionati dalla nuova posizione sacrale e di conseguenza trazioneranno anche la parte della zona cervicale dell’utero. Tutto questo porterà poi ad un riadattamento delle strutture sia superiori che inferiori del corpo con la possibilità di insorgenza di sintomi a distanza, come ad esempio un banalissimo male al collo, che però dipende da quella disfunzione sacro-uterina dovuta alla caduta. 

Vellutata di zucca
Risotto di zucca e porri
Zucca al forno

In questo periodo è meglio scegliere tempi di cottura più lunghi, come stufati e zuppe, che riscaldano e sono facilmente digeribili. Ora dobbiamo fare attenzione non solo alle temperature che si abbassano, anche alla secchezza, che può indebolire Polmoni e Intestino Crasso.
Castagne
Zucca



