<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>storia yoga Archivi | Vivo YOGA</title>
	<atom:link href="https://www.vivoyoga.it/tag/storia-yoga/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vivoyoga.it/tag/storia-yoga/</link>
	<description>Explore your world Explore yourself</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Jan 2022 15:23:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.1</generator>
	<item>
		<title>Il corpo energetico</title>
		<link>https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/il-corpo-energetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FILOSOFIA YOGA]]></category>
		<category><![CDATA[chakra]]></category>
		<category><![CDATA[corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fisiologia yogica]]></category>
		<category><![CDATA[hatha yoga]]></category>
		<category><![CDATA[storia yoga]]></category>
		<category><![CDATA[tantra]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vivoyoga.it/?p=3602</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come abbiamo già anticipato nell&#8217;articolo &#8220;La storia dello yoga&#8220;, la pratica che viviamo oggi sul nostro tappetino ha origini tantriche e ha visto la sua comparsa storica nel testo classico “Hatha Yoga Pradipika“, nel 1400 d.C., con una grande rivoluzione: la visione del corpo non come un ostacolo da superare ma, tutto il contrario, la via [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/il-corpo-energetico/">Il corpo energetico</a> proviene da <a href="https://www.vivoyoga.it">Vivo YOGA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come abbiamo già anticipato nell&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.vivoyoga.it/articoli/cose-lo-yoga-e-la-sua-storia/"><em>La storia dello yoga</em></a>&#8220;, la pratica che viviamo oggi sul nostro tappetino ha origini tantriche e ha visto la sua comparsa storica nel testo classico “<em>Hatha Yoga Pradipika</em>“, nel 1400 d.C., con una grande rivoluzione: la visione del corpo non come un ostacolo da superare ma, tutto il contrario, la via stessa dell’auto-realizzazione.</p>
<p>Con questo articolo voglio accompagnarvi più profondamente nella comprensione della visione del corpo secondo questa filosofia, vedendo la fisiologia del corpo da un punto di vista yogico, e quindi più energetico e spirituale, iniziando ad introdurre cosa sono le <a href="#nadi">Nadi</a> e i <a href="#chakra">Chakra</a>.</p>
<p>Ma prima facciamo un un passo indietro aprendoci ad una visione del corpo più ampia rispetto alla nostra tipica occidentale.</p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Il concetto di corpo</h2>
<p class="p4"><span class="s2"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3605 size-large" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-1030x710.jpg" alt="" width="1030" height="710" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-1030x710.jpg 1030w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-300x207.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-768x529.jpg 768w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-1500x1034.jpg 1500w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-705x486.jpg 705w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920-600x413.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/meditation-1384758_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" />Secondo la filosofia tantrica, il corpo è lo strumento attraverso cui è possibile realizzare lo spirito, fine ultimo di questa antica filosofia.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">La parola sanscrita tantra è traducibile con il termine “<em>ordito</em>” o “<em>trama</em>” ed è composta dalla radice <strong>Tan</strong> = estendere, moltiplicare, e il suffisso <strong>Tra</strong> = strumento. Il significato del termine Tantra Yoga è dunque quello di strumenti (pratiche, rituali) per estendere la coscienza umana. </span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Per fare questo utilizza, tra altri strumenti, soprattutto mantra e yantra.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Nel tantrismo si usa dire &#8220;<em>in verità, ogni corpo è l’universo</em>&#8220;, detto che spiega la visione del corpo secondo questa antica filosofia, come<span class="Apple-converted-space">  </span>una versione nel piccolo &#8211; o microcosmo &#8211; di ciò che esiste nell’universo &#8211; o macrocosmo.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Nel corpo ritroviamo dunque tutti gli elementi che esistono anche al di fuori di noi ed è proprio per questo che può essere il veicolo che ci conduce direttamente nella nostra massima espansione e realizzazione spirituale. Attraverso pratiche interiori, è possibile ritrovare il Divino che risiede dentro di me.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Secondo il pensiero tantrico l’universo manifesto, cioè che possiamo vedere e toccare,<span class="Apple-converted-space">  </span>è considerato come l’espressione fisica e sensoriale dell’immanifesto, che c’è ma non si vede. <strong>Brahman</strong>, l’entità cosmica infinita, eterna, onnipotente, che è puro e divino amore,<span class="Apple-converted-space">  </span>si manifesta in questo mondo nei suoi due principi <strong>Shiva</strong> e  </span><strong>Shakti</strong> – che ricordano lo Ying e lo Yang taoisti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-3608" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-729x1030.png" alt="" width="500" height="707" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-729x1030.png 729w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-212x300.png 212w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-768x1086.png 768w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-1061x1500.png 1061w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-499x705.png 499w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920-600x848.png 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/chakra-3131643_1920.png 1358w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p class="p4"><span class="s2"><b><i>Shiva</i></b> è il Principio Maschile della Coscienza Divina e risiede nel centro di Sahasrara Chakra, nella cima della testa. </span></p>
<p class="p4"><span class="s2"><b><i>Shakti</i></b>, è il Principio Femminile, la Dea, vista come forza creatrice universale, volontà ed intenzione, e risiede nel centro di Muladhara Chakra, alla base della colonna vertebrale. Essa viene comunemente chiamata energia <b>Kundalini</b>.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Si dice che attualmente Kundalini giace dentro ognuno di noi addormentata, in attesa del suo risveglio, per poter risalire verso l’alto e ricongiungersi con il suo sposo, Shiva, raggiungendo così la realizzazione suprema in cui tutti gli opposti sono perfettamente ricongiunti e armonizzati in una completa unità.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Viene rappresentata come un serpente addormentato tre volte e mezzo su se stesso e per questo viene chiamata anche <i>Bhujangini</i>, potere del serpente. Le tre spire rappresentano i tre gunạ (tamas, rajas, sattva), o qualità attraverso cui Shakti si manifesta in questo mondo, la mezza spira rappresenta invece la trascendenza.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">La vera rivoluzione che porta questa filosofia dunque è proprio la rivalutazione del corpo, che viene visto come lo strumento della liberazione e non più, come in altre filosofie antiche indiane e ascetiche, come un ostacolo alla realizzazione spirituale.</span></p>
<blockquote>
<p class="p4"><em><span class="s2">Per questa ragione obiettivo del tantrismo è anche quello di espandere le capacità latenti del corpo, in una costante ricerca dell’equilibrio e bilanciamento tra gli opposti, di cui l’universo stesso è composto. </span></em></p>
</blockquote>
<p class="p4"><span class="s2">La vera dottrina tantrica antica è giunta fino a noi per lo più oralmente, per trasmissione diretta da Maestro a discepolo, preservandone l’autenticità ma anche permettendogli di<span class="Apple-converted-space">  </span>rimanere una pratica occulta e segreta per millenni, resistendo nella storia a tutte le invasioni e dominazioni.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Il rapporto tra Mestro e discepolo era fondamentale per lo sviluppo spirituale dell’adepto. Il tantrismo infatti non propone una strada uguale per tutti, ma anzi un cammino differente attraverso l’uso di diversi strumenti, tecniche ed iniziazioni a seconda del cammino individuale e del temperamento del discepolo.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Anche per questo i pochi testi scritti giunti fino a noi hanno spesso un linguaggio difficile da interpretare, portando oggi a diverse teorie e opinioni contrastanti a riguardo.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Ciò che conta, in realtà, è la presa di coscienza più amplia di quello che il tantrismo ci propone: una visione non-duale della realtà, dove Dio non viene più visto come qualcuno o qualcosa che sta al di fuori di noi, ma che al contrario esiste all’interno di noi, in attesa di venir risvegliato, scoperto e accolto, per tornare a lui nella fusione con il divino amore.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Inoltre tutti i testi esprimono con chiarezza il fatto che al corpo fisico di ognuno di noi corrisponde ad un livello più sottile un &#8220;corpo di luce&#8221; o corpo astrale. Secondo lo yoga, ciò che accade nel nostro corpo è in realtà la manifestazione materica di ciò che avviene nei corpi più sottili. Viceversa, le vibrazioni prodotte nei centri fisici hanno degli effetti nei centri astrali.</span></p>
<p class="p4"><span class="s2">Stiamo parlando di un sistema che è per lo più formato, nel linguaggio yogico, da nadi e chakra. Quando parliamo di nadi ci riferiamo a dei canali sottili, fatti di materia astrale, che trasportano le correnti psichiche e praniche. I chakra invece rappresentano le centraline di distribuzione e controllo del flusso dell’energia nel corpo.</span></p>
<h2 id="nadi" style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Le Nadi</h2>
<p class="p2"><span class="s1">Le nadi sono i canali astrali attraverso cui il prana circola nel nostro organismo, i meridiani del corpo secondo la medicina tradizionale cinese. Il termine sanscrito nadi viene dalla radice nad, che significa &#8216;movimento&#8217;. Nel corpo ci sono innumerevoli nadi che nei testi antichi diversi autori indicano con un numero che va da 72.000 a 350.000. Di queste solo tre sono considerate le più importanti e di cui si occupa principalmente lo yoga, perché regolano il funzionamento di tutte le altre, e sono <b>Ida, Pingala e Sushumna</b>. Ida e Pingala rappresentano le due polarità, negativa e positiva, mentre sushumna lo spirito, o la consapevolezza spirituale.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Di queste tre, solo Ida e Pingala sono normalmente attive, mentre Sushumna è ad uno stato potenziale di attivazione. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Tutte sorgono dal kanda, un punto a forma di uovo situato tra l&#8217;ano e la radice dell&#8217;organo di riproduzione.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Sushumna</strong> sale direttamente in cima alla testa attraverso la colonna vertebrale, nel midollo spinale. Secondo la visione tantrica è un tubo vuoto che contiene altri tre tubi concentrici, al cui interno si trova brahma, il canale ultrasottile della coscienza. L’attivazione di sushumna è lo scopo dello yoga, perché è un sistema di comunicazione tra le dimensioni inferiori e superiori della coscienza, permettendo all’energia kundalini di risalire attraverso i chakra.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ida e Pingala scorrono rispettivamente a sinistra e a destra della colonna vertebrale come due sinusoidi che si incrociano salendo lungo la colonna dando origine ai chakra principali, o centri energetici. </span></p>
<blockquote>
<p class="p2"><em><span class="s1">Secondo alcuni queste tre nadi sono assimilabili al sistema nervoso volontario, al sistema nervoso simpatico e a quello parasimpatico.</span></em></p>
</blockquote>
<p class="p2"><span class="s1"><b>Ida</b> termina nella narice sinistra e può essere paragonata al sistema nervoso parasimpatico e all’attività dell’emisfero destro dell’encefalo, che controlla il lato sinistro del corpo. E’ responsabile del rilassamento e della gestione quotidiana del corpo: digestione, produzione lacrimale, dilatazione dei bronchi, e altra normale amministrazione biologica di cui normalmente non ci rendiamo conto in modo consapevole, e senza la quale non potremmo vivere. Viene considerata il canale lunare, freddo e passivo, correlata all’attività mentale, emotiva e ricettiva, orientando l’attenzione verso l’interno. E’ nota anche come chandra nadi, o nadi della luna. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Pingala</b> termina nella narice destra corrisponde al sistema nervoso simpatico e all’attività dell’emisfero sinistro del cervello, che controlla il lato destro del corpo. Fa accelerare il battito cardiaco, dilata I vasi sanguigni, accelera il ritmo della respirazione e aumenta l’efficienza degli organi sensoriali. Pingala è la nadi dell’attività, dell’estroversione e del maschile, ed è chiamata anche surya nadi, o nadi del sole.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il termine stesso Hata Yoga indica la fusione di questi due principi, <b>Ha</b> (Sole, <i>Pingala</i>) e <b>Tha</b> (Luna, <i>Ida</i>).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In condizioni normali vi è sempre una predominanza dell’attività di una narice sull’altra e questo permette al sistema di controllare cervello, esperienze e coscienza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando è predominante pingala c’è maggiore energia vitale, maggiore efficienza nel lavoro fisico, la mente è attiva e il corpo produce più calore. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando predomina ida, l’energia<span class="Apple-converted-space">  </span>è più introversa, il corpo produce meno calore e si è più propensi ad attività di genere intellettuale. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’alternanza tra queste due affluenze avviene di norma a ritmi di un’ora/un’ora e mezzo, con una certa prevalenza di pingala di giorno e di ida di notte.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo yoga mira ad una equalizzazione del flusso delle due narici, vale a dire un bilanciamento tra l’attivazione tra le due nadi Ida e Pingala. Quando entrambe le narici sono ugualmente attive e il flusso di Ida e Pingala è stato equalizzato infatti si attiva sushumna, il canale spirituale situato al centro del midollo spinale, obiettivo dello yogi.</span></p>
<h2 id="chakra" style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">I Chakra</h2>
<p class="p2"><span class="s1"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3607" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-300x217.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-768x554.jpg 768w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-1030x744.jpg 1030w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-1500x1083.jpg 1500w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-705x509.jpg 705w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920-600x433.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/12/spiritualism-4552237_1920.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La parola chakra letteralmente significa “ruota”, tradotto anche come “vortice” o “turbine”. I chakra sono infatti i punti nel nostro corpo astrale dove più nadi si incontrano. Questi centri si comportano come delle centraline di controllo dell’energia diffusa nell’intero organismo umano e ne regolano il flusso. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come anche per le nadi, dentro di noi esistono miriadi di chakra, ma nella pratica yogica ci si occupa solo dei sette principali, che si trovano lungo il canale della sushumna nadi, che come abbiamo già visto rappresenta la controparte sottile della spina dorsale, ed in alcune zone del cervello.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ognuno viene simbolicamente rappresentato come un fiore di loto, i cui petali corrispondono alle nadi che lo attraversa. Finché l’energia kundalini giace addormentata<span class="Apple-converted-space">  </span>in attesa del suo risveglio, i chakra con i loro petali sono rivolti in basso. Al momento del risveglio di shakti, i petali si rivolgono invece verso l’alto, seguendo l’ascesa dell’energia cosmica kundalini. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Il numero dei petali per ogni chakra cambia a seconda delle nadi che attraversano il chakra stesso, per un totale di 50. Su ognuno di essi risiede una delle 50 lettere dell’alfabeto sanscrito e la sua conseguente vibrazione e tendenza mentale collegata. Eccede da questa classificazione Sahsrara, il chakra della corona, chiamato per questo anche il loto dai mille petali. Sahsrara che non viene infatti considerato propriamente un chakra, rappresenta invece la nostra apertura a Brahman, il divino, nel momento del risveglio della nostra coscienza.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">I chakra sono strettamente legati alla nostra parte psichica, comportandosi anche come centri di coscienza. Per questa ragione sono influenzati dal nostro mondo inconscio ed emozionale e la quantità di energia che circola attraverso questi centri dipenderà anche dal nostro stato psichico.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">Rappresentano inoltre diversi livelli di consapevolezza, dal più istintivo al più intuitivo, rappresentando la via della spiritualità. Li si potrebbe dunque definire come i gradini di una scala ideale che conduce direttamente alla più elevata esperienza dello Spirito. I chakra più bassi si occupano della nostra coscienza più istintiva e primordiale, mentre risalendo un centro dopo l’altro, si trova una sempre maggiore consapevolezza, fino a giungere all’auto-coscienza.</span></p>
<p class="p4"><span class="s1">I chakra principali e la sfera psichica a cui sono collegati sono:</span></p>
<ol class="ol1">
<li class="li4"><span class="s2"><b>Muladhara</b></span><span class="s1"> &#8211; risiede nella regione del coccige. Questa è la dimensione legata al nostro istinto di sopravvivenza e quindi a tutto ciò che riguarda il nostro nutrimento, la nostra salute e il sentirci al sicuro. Rappresenta le nostre radici e il nostro diritto di esistere ed è per questo collegato all’elemento terra.</span></li>
<li class="li4"><span class="s3"><b>Svadisthana</b></span><span class="s1"> &#8211; risiede all’altezza dell’osso sacro. Questa è la sfera del piacere ed è legata alla nostra capacità di connetterci con le nostre emozioni e con ciò che ci piace. La sfera sessuale è regolata da questo centro ed in generale tutta la nostra sfera emotiva. Rappresenta la nostra capacità di saper fluire con la vita e l’acqua è il suo elemento.</span></li>
<li class="li4"><span class="s4"><b>Manipura</b></span><span class="s1"> &#8211; risiede nella regione lombare circa all&#8217;altezza dell’ombelico. E&#8217; la sfera dell’auto-affermazione, qui nasce l’ego inteso come identità separata e con esso anche la nostra responsabilità personale. Rappresenta il nostro diritto di agire, la nostra forza di volontà e autostima. Il suo elemento è il fuoco ed è legato al potere personale.</span></li>
<li class="li4"><span class="s5"><b>Anahata</b></span><span class="s1"> &#8211; risiede nella regione dorsale all’altezza del cuore. E’ la dimensione dell’amore e delle sfere affettive e relazionali, sia con noi stessi che di conseguenza con gli altri. Rappresenta la nostra identità sociale e la capacità e diritto di amare e di venir amati. Questa è la sfera dell’equilibrio e il punto di unione tra i chakra inferiori e quelli superiori più eterei e spirituali. Il suo elemento è l’aria.</span></li>
<li class="li4"><span class="s6"><b>Visuddhi</b></span><span class="s1"> &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>risiede all’altezza della gola, dove iniziano le cervicali. E’ la sfera dell’auto-espressione, della creatività e della comunicazione. Questa è la prima dimensione più spirituale, il suo elemento è l’etere ed è legato alla nostra capacità di esprimere la nostra unicità e dare la nostra propria voce al mondo.</span></li>
<li class="li4"><span class="s1"><b>Ajna</b></span><span class="s2"> &#8211; differenti tradizioni collocano ajna in luoghi diversi. Tutti sono d’accordo nell&#8217;affermare che <i>kutashta</i>, il terzo occhio o occhio spirituale che viene posto al centro tra le sopracciglia, è collegato col sesto chakra, pur essendo da questo distinto. Secondo alcuni, ajna risiede nel midollo allungato (bulbo alla sommità della spina dorsale che collega il cervello con il midollo spinale); secondo altri la sua sede è la cosiddetta grotta di Brahma: una cavità nel centro del cervello che presenta l’ipofisi nella parte anteriore e la ghiandola pineale nella parte posteriore. </span>Da un punto di vista psichico, ajna rappresenta la dimensione in cui si diventa consapevoli di se stessi ed è quindi la sfera dell’auto-analisi e della riflessione su di sè. A questa sfera è legata l’intuizione, la percezione interiore e la chiaroveggeza.</li>
<li class="li4"><b>Sahasrara</b> &#8211; risiede nella corona e rappresenta l’auto-conoscenza ultima, intesa come realizzazione dello spirito e fusione con la coscienza divina. Questa sfera rappresenta il nostro risveglio spirituale. Sahasrara non viene inteso come un chakra vero e proprio, perché considerato di natura superiore rispetto agli altri chakra sottostanti.</li>
</ol>
<p class="p1"><span class="s2">A questo elenco si dovrebbe aggiungere <b><i>Bindu</i></b>, anch’esso non considerato come un chakra vero e proprio, ma comunque un centro molto importante. Ha sua sede dove alcuni Indù con la testa rasata mantengono una ciocca di capelli, nella regione occipitale, dove l’attaccatura dei capelli forma una specie di vortice. Il bindu può essere individualizzato fissando l&#8217;attenzione nel kutastha e ritornando indietro e risalendo di 3-4 centimetri. Questo è un centro che è collegato sia col sesto chakra che col settimo, sahasrara, nei confronti del quale funge come da porta. Si dice che è qui che risiede il karma accumulato nelle vite precedenti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Con lo yoga operiamo nello spazio compreso tra il primo chakra, muladhara, e il bindu, poi, come risultato di tale azione, l&#8217;energia e la consapevolezza si stabiliscono nel settimo chakra. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Un altro elemento della fisiologia sottile di cui bisogna tenere conto nel sistema di evoluzione dei chakra è costituito dai <b>granthi</b>, ovvero dei nodi che nella visione yogica ci impediscono di evolverci da uno stato di coscienza al successivo. I granthi si sciolgono solo quando si è pronti per passare allo stadio successivo di consapevolezza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il primo granthi, <i>brahma</i>, si trova nelle vicinanze di muladhara ed è collegato ad esso. Questo granthi è infatti il responsabile del nostro attaccamento ai piaceri materiali e la conseguente paura irrazionale di perdere ciò che possediamo. Rappresenta il nostro egoismo e gli si associa <i>tamas</i>, e di conseguenza anche l’inerzia e la pigrizia. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><i>Visnu</i> granthi, si trova invece nella zona di anahata e rappresenta i limiti prodotti dalle nostre emozioni e dai nostri sentimenti. E’ il responsabile del nostro attaccamento ad altre persone, e di conseguenza la dipendenza da esse. A visnu granthi si associa <i>rajas</i>, fonte di irrequietezza. </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il terzo granthi, <i>rudra</i>, si trova nella zona di ajna chakra e provoca l’attaccamento alle siddhi, i poteri spirituali, i fenomeni paranormali. Provoca anche l’attaccamento a noi stessi e alla nostra personalità, impedendoci di trascendere il dualismo e intuire la dimensione unitaria dell’universo.</span></p>
<p>Nei prossimi articoli dedicati alla fisiologia yogica andremo ancora più profondamente nella scoperta di ognuno di questi centri, vedendo insieme come operano ad ogni livello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.vivoyoga.it/about-me/">
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e">
.avia-image-container.av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e img.avia_image{
box-shadow:none;
}
.avia-image-container.av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e .av-image-caption-overlay-center{
color:#ffffff;
}
</style>
<div  class='avia-image-container av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e av-styling- avia-align-left  avia-builder-el-0  el_before_av_font_icon  avia-builder-el-first  av-small-hide av-mini-hide'   itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><div class="avia-image-container-inner"><div class="avia-image-overlay-wrap"><img decoding="async" fetchpriority="high" class='wp-image-1993 avia-img-lazy-loading-not-1993 avia_image ' src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma.png" alt='' title='VIVOYOGA_Michela-firma'  height="200" width="200"  itemprop="thumbnailUrl" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma.png 200w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-100x100.png 100w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-80x80.png 80w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-36x36.png 36w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-180x180.png 180w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></div></div></div></a><a href="https://www.vivoyoga.it/about-me/"><strong style="color: #d91b5e;">Michela Aldeghi</strong></a> &#8211; ideatrice di vivoYOGA e E.Motion Artist, artista delle emozioni e dell’energia in movimento.<br />
Studentessa e insegnante di yoga e meditazione, curiosa esploratrice e instancabile viaggiatrice.</p>
<p>
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf">
.av_font_icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf{
color:#d91b5e;
border-color:#d91b5e;
}
.avia-svg-icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf svg:first-child{
stroke:#d91b5e;
fill:#d91b5e;
}
.av_font_icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf .av-icon-char{
font-size:20px;
line-height:20px;
}
</style>
<span  class='av_font_icon av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><a href='<a href="https://www.facebook.com/vivoyoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/vivoyoga</a>'   class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="false" ></a></span>  <a href="https://www.facebook.com/vivoyoga" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vivo YOGA</a><br />

<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad">
.av_font_icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad{
color:#d91b5e;
border-color:#d91b5e;
}
.avia-svg-icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad svg:first-child{
stroke:#d91b5e;
fill:#d91b5e;
}
.av_font_icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad .av-icon-char{
font-size:20px;
line-height:20px;
}
</style>
<span  class='av_font_icon av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><a href='https://www.instagram.com/vivo_yoga/'   class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="false" ></a></span> <a href="http://www.instagram.com/vivo_yoga" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vivo_yoga</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/il-corpo-energetico/">Il corpo energetico</a> proviene da <a href="https://www.vivoyoga.it">Vivo YOGA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è lo yoga e la sua storia</title>
		<link>https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/cose-lo-yoga-e-la-sua-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 09:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FILOSOFIA YOGA]]></category>
		<category><![CDATA[asana]]></category>
		<category><![CDATA[ashtanga yoga]]></category>
		<category><![CDATA[hatha yoga]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[patanjali]]></category>
		<category><![CDATA[pratica yoga]]></category>
		<category><![CDATA[raja yoga]]></category>
		<category><![CDATA[stili di yoga]]></category>
		<category><![CDATA[storia yoga]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.vivoyoga.it/?p=3319</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si inizia a praticare yoga e ci si appassiona, arriva presto il momento in cui nasce il desiderio di saperne di più su questa pratica antica. Ma se ci mettiamo a fare delle ricerche per conto nostro ci troviamo presto a scontrarci con concetti astratti e confusi, termini difficili che sembrano cambiare di significato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/cose-lo-yoga-e-la-sua-storia/">Cos&#8217;è lo yoga e la sua storia</a> proviene da <a href="https://www.vivoyoga.it">Vivo YOGA</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Quando si inizia a praticare yoga e ci si appassiona, arriva presto il momento in cui nasce il desiderio di saperne di più su questa pratica antica. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3333" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8520-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8520-300x183.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8520-600x367.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/IMG_8520.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ma se ci mettiamo a fare delle ricerche per conto nostro ci troviamo presto a scontrarci con<span class="Apple-converted-space"> </span>concetti astratti e confusi, termini difficili che sembrano cambiare di significato a seconda del contesto. Soprattutto spesso poca chiarezza riguardo a cosa c’entrano tutti questi concetti spirituali con quello che si fa sul tappetino yoga ai corsi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In questo articolo voglio provare a sintetizzare i concetti esprimendoli nella maniera più chiara e semplificata possibile, partendo dalle basi.</span></p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Cos&#8217;è lo yoga?</h2>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Yoga</strong> &#8211; dal vocabolo sanscrito <em>jug</em>, significa &#8220;<em>legare assieme</em>&#8220;, &#8220;<em>unire</em>&#8220;.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo stato di yoga è la condizione nella quale l’essere umano è unito a Dio, riscoprendo la sua vera natura spirituale al di là delle illusioni del piano fisico e mentale.</span></p>
<blockquote><p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3341 size-medium alignright" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-1384758_640-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-1384758_640-300x206.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-1384758_640-600x413.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-1384758_640.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="p3"><em><span class="s1"><b>Secondo la concezione degli indù vengono dunque chiamate yoga tutte quelle pratiche o metodi che guidano l’essere umano ad un livello superiore di coscienza e nella direzione dell’auto-realizzazione</b></span></em></p>
</blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">Per tradizione<b> le principali vie dello Yoga </b>sono quattro. Quattro differenti cammini che conducono alla stessa meta. Proprio per questo, anche se sono differenti fra di loro, si integrano e il compimento dell’uno porta alla realizzazione di tutti gli altri. Questi sono:</span></p>
<ul class="ul1">
<li class="li5"><span class="s2"><b>Raja Yoga</b> &#8211; lo yoga della concentrazione interiore (conosciuto anche come Yoga Regale)</span></li>
<li class="li5"><span class="s2"><b>Karma Yoga</b> &#8211; lo yoga del servizio disinteressato</span></li>
<li class="li5"><span class="s2"><b>Jnana</b> <b>Yoga</b> &#8211; lo yoga della conoscenza e dell’intelletto</span></li>
<li class="li5"><span class="s2"><b>Bhakti Yoga</b> &#8211; lo yoga della devozione </span></li>
</ul>
<p class="p6"><span class="s1">Oltre alle quattro vie principali già nominate, esistono altri yoga classici, tra cui il Mantra Yoga, il Japa Yoga, il Laya Yoga e l’<strong>Hatha</strong> <strong>yoga</strong>.</span></p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Il Raja Yoga</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-3337 alignright" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-300x300.jpg" alt="storia yoga raja yoga" width="300" height="300" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-300x300.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-80x80.jpg 80w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-768x768.jpg 768w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-1030x1030.jpg 1030w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-36x36.jpg 36w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-180x180.jpg 180w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-705x705.jpg 705w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-100x100.jpg 100w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre-600x600.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Copia-di-Copia-di-pietre.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Quando parliamo di yoga ci riferiamo indirettamente sempre al Raja Yoga, lo yoga classico, che vede la sua comparsa e descrizione attorno al II secolo a.C. nel famoso testo &#8220;<em>Gli Yoga Sutra</em>&#8221; di Patanjali.</p>
<p>Il testo si compone di 196 sutra (aforismi) sullo yoga che spiegano il cammino che il praticante dovrà affrontare per poter raggiungere l&#8217;illuminazione. In particolare Patanjali descrive questo percorso in 8 passi, conosciuti a noi come gli 8 rami dello yoga o Ashtanga Yoga.</p>
<p>Vi parlerò in maniera più approfondita di questo testo in un articolo dedicato.</p>
<p>Ci basti ora sapere che questo testo fornisce allo yogi (e quindi interessa anche a noi):</p>
<ul>
<li>le norme pratiche e morali da adottare, ovvero lo stile di vita yogico</li>
<li>le pratiche che mirano a conquistare la mente attraverso il controllo della sfera fisica</li>
<li>la descrizione dei passaggi interiori che avvengono nel praticante durante la meditazione nel raggiungimento dello stadio ultimo del Samadhi (o illuminazione o realizzazione ultima, meta finale di ogni praticante)</li>
</ul>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">L&#8217;Hatha Yoga</h2>
<p>Veniamo ora all&#8217;hatha yoga, iniziando a fare un pò di chiarezza sui diversi termini che incontriamo.</p>
<p class="p6"><span class="s1">In antichità tutte le forme di yoga consideravano il corpo, con i suoi bisogni e impulsi, come un ostacolo che bisognava &#8220;tenere a bada&#8221; con un forte auto-controllo sviluppato grazie alle pratiche di concentrazione interiore e meditazione.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">Le pratiche yoga insegnavano dunque a trascendere il corpo per poter raggiungere il fine ultimo dell’illuminazione.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3347" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/saint-2356564_640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/saint-2356564_640-300x200.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/saint-2356564_640-600x399.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/saint-2356564_640.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’hatha yoga, di origine tantrica, vede la sua comparsa storica nel testo classico &#8220;<em>Hatha Yoga Pradipika</em>&#8220;, nel 1400 d.C., con una grande rivoluzione: la visione del corpo non come un ostacolo da superare ma, tutto il contrario, la via stessa dell’auto-realizzazione. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1">L’hatha infatti viene considerato <strong>lo yoga &#8220;del corpo&#8221;</strong>, ed <em>è quello a cui ci riferiamo più spesso noi occidentali quando parliamo di yoga</em>, e quello da cui sono nati tutti gli stili dello yoga moderno che conosciamo.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">Rispetto alle altre vie classiche dello yoga dunque, l’hatha considera il corpo come una via per il raggiungimento finale di unione spirituale e non come un ostacolo da superare o ignorare.</span></p>
<blockquote>
<p class="p6"><em><span class="s1">In origine nasce come ausiliare al Raja Yoga e veniva praticato con lo scopo di purificare le nadi &#8211; canali pranici corrispondenti al sistema nervoso &#8211; per far sì che il corpo non fosse di ostacolo alla meditazione e che anzi aiutasse nello scopo della concentrazione interiore</span></em></p>
</blockquote>
<p class="p6"><span class="s1">L’hatha yoga si compone di una parte fisica e una mentale, attraverso tecniche di <strong>pranayama</strong> (respirazioni controllate) e <strong>asana</strong> (posizioni del corpo). Il corpo diviene dunque importante per poter trascendere ed evolvere spiritualmente. Il fine ultimo rimane sempre lo stesso, ma le vie e visioni che utilizzano sono diverse.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">L’hatha yoga in antichità veniva trasmesso ed insegnato esclusivamente per via orale da maestro a discepolo, con il suggello del segreto.</span></p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Lo yoga moderno</h2>
<p class="p6"><span class="s1">Le cose hanno iniziato a cambiare in maniera definitiva grazie a <strong>Tirumalai Krishnamacharia</strong> (18 novembre 1888 – 28 febbraio 1989), considerato infatti il padre dello yoga moderno. A lui dobbiamo la diffusione dello yoga in occidente, ma anche la vista del ritorno alla ribalta di questa antica disciplina, che anche in India stava scomparendo. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3342" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Krishnamacharya_conducting_Yoga_sessions_boys_girls_Mysore_Palace_edited-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Krishnamacharya_conducting_Yoga_sessions_boys_girls_Mysore_Palace_edited-300x200.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/Krishnamacharya_conducting_Yoga_sessions_boys_girls_Mysore_Palace_edited.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />T. Krishnamacharia è stato un grande studioso e filosofo, che ha studiato in Tibet in una grotta ai piedi del monte Kailash con il suo maestro Sri Bramachari per 7 anni, prima di tornare a Mysore dove fu chiamato a lavorare come maestro di yoga dal Maharaja Nalvadi Krishnaraja Wodeyar.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">Universalmente riconosciuto come l’architetto del Vinyasa, intesa come l’arte di combinare il respiro con il movimento, è stato il maestro dei maestri <strong>Pattabhi Jois</strong> (creatore dello stile di yoga <em>Ashtanga Vinyasa</em>), <strong>B.K.S. Yiengar</strong> (ideatore dello yoga che porta infatti il suo nome) e <strong>T.K.V. Desikachar</strong>, uno dei suoi figli, che rimase accanto a suo padre imparando da lui per trent&#8217;anni, continuando dopo la sua morte a divulgare il suo insegnamento.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">E’ da questi stili che si sono creati tutti quelli che conosciamo noi oggi e che lo yoga è arrivato nelle nostre case, ci ha fatto srotolare i tappetini e imparare un nuovo rapporto con noi stessi ed il nostro corpo.</span></p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Ashtanga yoga e Ashtanga Vinyasa yoga &#8211; qual è la differenza?</h2>
<p>Se ci avete fatto caso, in questo articolo sono stati nominati sia l&#8217;Ashtanga Yoga, quando abbiamo parlato degli yoga sutra di Patanjali, sia l&#8217;Ashtanga Vinyasa Yoga, parlando di uno stile di yoga moderno ideato da <span class="s1">Pattabhi Jois.</span></p>
<p>Questi due termini si riferiscono alla stessa cosa? No!</p>
<p>Spesso si fa molta confusione anche perché chi pratica l&#8217;Ashtanga Vinyasa tende ad abbreviare dicendo di fare &#8220;Ashtanga Yoga&#8221;.</p>
<p>In realtà l&#8217;Ashtanga Yoga si riferisce agli otto rami dello yoga descritti da Patanjali, mentre l&#8217;Ashtanga Vinyasa è propriamente lo stile di yoga.</p>
<p>Detto questo, chi pratica Ashtanga Vinyasa molto spesso pratica anche lo yoga degli otto rami di Patanjali.</p>
<h2 style="font-size: 24px; color: #d91b5e; font-weight: 400;">Ma quindi, io quale yoga sto praticando?</h2>
<p>Per concludere e tirare le fila del discorso, quando ci mettiamo sul tappetino e pratichiamo yoga, a prescindere dallo stile (che sia yin, ashtanga vinyasa, vinyasa, power, hot, bikram, integrale, ecc. ecc.) stiamo facendo tutti Hatha Yoga, ovvero lo yoga del corpo. Utilizziamo pranayama e asana, purifichiamo le nadi, creiamo un corpo forte e flessibile e indirettamente lavoriamo sul nostro corpo energetico preparandolo alla meditazione.</p>
<p>Quando e se decidiamo di far diventare lo yoga una pratica olistica, di auto-realizzazione, scoperta e crescita personale, adottando anche le pratiche suggerite da Patanjali negli otto rami, stiamo facendo Ashtanga Yoga.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3321" src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-2717462_640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-2717462_640-300x200.jpg 300w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-2717462_640-600x399.jpg 600w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/11/meditation-2717462_640.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />In ogni caso, che sia una, l&#8217;altra cosa o entrambe, Yoga è tutto ciò che ci sta guidando ad un livello superiore di coscienza e nella direzione dell&#8217;auto-realizzazione.</p>
<p>Iniziamo dal tappetino spinti da mille ragioni diverse, ognuno con il proprio passato e storia. Ma come mi piace spesso ricordare, non importa che tu inizi a praticare perché vuoi imparare a meditare o perché vuoi dimagrire. Una volta che saliamo sul nostro tappetino ed iniziamo il viaggio, sarà lo yoga stesso a trasformarci, nella misura e direzione che siamo pronti a vivere ed affrontare.</p>
<p>Avete più chiarezza o ancora qualche dubbio? Fatemelo sapere!</p>
<p>Buona pratica &lt;3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.vivoyoga.it/about-me/">
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e">
.avia-image-container.av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e img.avia_image{
box-shadow:none;
}
.avia-image-container.av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e .av-image-caption-overlay-center{
color:#ffffff;
}
</style>
<div  class='avia-image-container av-82iww-590feaba42a29775f4378ac15db4445e av-styling- avia-align-left  avia-builder-el-0  el_before_av_font_icon  avia-builder-el-first  av-small-hide av-mini-hide'   itemprop="image" itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/ImageObject" ><div class="avia-image-container-inner"><div class="avia-image-overlay-wrap"><img decoding="async" class='wp-image-1993 avia-img-lazy-loading-not-1993 avia_image ' src="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma.png" alt='' title='VIVOYOGA_Michela-firma'  height="200" width="200"  itemprop="thumbnailUrl" srcset="https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma.png 200w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-100x100.png 100w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-80x80.png 80w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-36x36.png 36w, https://www.vivoyoga.it/wp-content/uploads/2019/07/VIVOYOGA_Michela-firma-180x180.png 180w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></div></div></div></a><a href="https://www.vivoyoga.it/about-me/"><strong style="color: #d91b5e;">Michela Aldeghi</strong></a> &#8211; ideatrice di vivoYOGA e E.Motion Artist, artista delle emozioni e dell’energia in movimento.<br />
Studentessa e insegnante di yoga e meditazione, curiosa esploratrice e instancabile viaggiatrice.</p>
<p>
<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf">
.av_font_icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf{
color:#d91b5e;
border-color:#d91b5e;
}
.avia-svg-icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf svg:first-child{
stroke:#d91b5e;
fill:#d91b5e;
}
.av_font_icon.av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf .av-icon-char{
font-size:20px;
line-height:20px;
}
</style>
<span  class='av_font_icon av-9b9fg-30b78231765b0b1c44dd1365afb1c9bf avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><a href='<a href="https://www.facebook.com/vivoyoga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/vivoyoga</a>'   class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="false" ></a></span>  <a href="https://www.facebook.com/vivoyoga" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vivo YOGA</a><br />

<style type="text/css" data-created_by="avia_inline_auto" id="style-css-av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad">
.av_font_icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad{
color:#d91b5e;
border-color:#d91b5e;
}
.avia-svg-icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad svg:first-child{
stroke:#d91b5e;
fill:#d91b5e;
}
.av_font_icon.av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad .av-icon-char{
font-size:20px;
line-height:20px;
}
</style>
<span  class='av_font_icon av-9d3m0-2c5c5fe859c35007dc2f8be389d111ad avia_animate_when_visible av-icon-style- avia-icon-pos-left avia-iconfont avia-font-entypo-fontello avia-icon-animate'><a href='https://www.instagram.com/vivo_yoga/'   class='av-icon-char' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello' aria-hidden="false" ></a></span> <a href="http://www.instagram.com/vivo_yoga" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vivo_yoga</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vivoyoga.it/filosofia-yoga/cose-lo-yoga-e-la-sua-storia/">Cos&#8217;è lo yoga e la sua storia</a> proviene da <a href="https://www.vivoyoga.it">Vivo YOGA</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
