Cari Yogis,

spero stiate tutti bene. Io devo essere sincera: sto bene, ma inizio ad essere un po’ stanca di questa nuova routine. Mi mancano molto le mie lunghe passeggiate immersa nella natura ( i 100mt iniziano davvero a starmi stretti) e mi mancano gli amici, vederli, abbracciarli e le nostre lunghe chiacchierate tra confidenze e risate.

Così mi sono un po’ persa nella malinconia e nella stanchezza e sono arrivata lunga con il menù di Pasquetta, che si è trasformato in un picnic. Ho pensato che anche se siamo reclusi in casa, possiamo comunque spezzare la routine, prendere una coperta, stenderla in terrazza, in giardino o, perché no, anche in casa, e goderci questo pasto in totale relax e in modo diverso dal solito.

Prima però prepariamo il menù.

Vi voglio talmente bene, che, benché io non brami particolarmente i dolci (li sostituirei sempre con un piatto di pasta!), ne ho preparati ben due, diversissimi tra loro, ma ugualmente gustosi. Un evergreen: la torta di mele! E uno sfizio, di cui vorrete mangiare persino l’impasto a crudo: i baci di dama!

Tramezzini tricolore

Non è un picnic senza panini o tramezzini. Ho aperto il frigorifero e con le verdure avanzate della settimana, ecco qui i nostri tramezzini tricolore. Con i tramezzini però potete davvero sbizzarrirvi e lasciare spazio alla creatività! Aspetto le foto delle vostre varianti!

INGREDIENTI:

  • pane a fette
  • avocado
  • basilico
  • verza
  • pomodorini
  • maionese

PREPARAZIONE:

Prendete le fette di pane e ricopritele con un leggero strato di maionese (per me quella fatta con l’olio di girasole). Componete quindi i tramezzini con fettine di avocado (verde), una foglia di verza (bianco) e i pomodorini (rosso). Et voilà, già pronti!

Quando li ho riposti nella scatola per il picnic, li ho spolverati con dei semi di papavero.

Passiamo ora ad un secondo versatile, facilissimo e velocissimo, non ci crederete!

Polpette di piselli

INGREDIENTI:

  • piselli (una scatola o se freschi ca.200gr)
  • 1 cipolla bionda piccola
  • 1 panino raffermo
  • basilico o prezzemolo o altra erba aromatica
  • olio evo
  • sale
  • pepe

PREPARAZIONE:

In una padella fate rosolare la cipolla tritata e poi unite i piselli, precedentemente scolati e sciacquati. Fate cuocere per ca. 5 minuti a fuoco moderato e regolate di sale e pepe.

In un mixer tritate il panino raffermo e poi unite i piselli e la cipolla (lasciate che si raffreddino un po’ prima di unirli), e il basilico o un’altra erba aromatica a vostra scelta.

Frullate quindi il tutto, assaggiate il composto e regolate di sale e pepe.

Formate delle polpette e adagiatele su una teglia ricoperta con carta da forno. Cuocete in forno già caldo a 180° per 15/20 minuti fino a quando risulteranno dorate.

Se non avete voglia di accendere il forno, potete far rosolare le polpette in una padella con un filo d’olio.

Per questo picnic ho pensato a un piatto che propongo spesso come alternativa al solito riso freddo: il cous cous!

Cous-Cous primavera

INGREDIENTI:

  • 250gr couscous 
  • 250ml acqua 
  • carote 
  • asparagi
  • piselli
  • olio evo
  • sale

PREPARAZIONE:

Tagliate a dadini carote e asparagi e fateli cuocere in una pentola con olio evo, fino a quando non saranno cotti, ma ancora croccanti. Sciacquate i piselli e uniteli alle altre verdure negli ultimi due minuti di cottura, se si tratta di piselli in scatola (prima scolateli e sciacquateli!); se invece si tratta di piselli freschi, sbollentateli prima in acqua calda, scolateli e cuoceteli insieme alle altre verdure. 

In un’altra pentola mettete l’acqua, l’olio e un pizzico di sale e portate ad ebollizione. Quando inizia a bollire, versate il couscous (questa volta ho usato quello integrale, quindi non l’ho colorato con delle spezie) e mescolate delicatamente, finché non verrà assorbita tutta l’acqua, quindi spegnete e lasciate risposare qualche minuto. Sgranate quindi il couscous con una forchetta, unite infine le verdure, mescolate e lasciate raffreddare.

Se trovate il couscous troppo asciutto, quando si è raffreddato, potete condirlo con un’emulsione di olio evo e succo d’arancia.

Torta di mele

INGREDIENTI:

  • 240gr di farina (per me di farro integrale)
  • 100gr di zucchero di canna
  • 1 bustina di lievito vanigliato
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 2 mele
  • 60ml di olio di semi di girasole
  • 100ml di spremuta d’arancia
  • 150ml di latte vegetale
  • 2 cucchiai di sciroppo d’acero (facoltativo)
  • sale

PREPARAZIONE:

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero, il lievito, la cannella e un pizzico di sale.

In un’altra ciotola o in un becher riunite gli ingredienti liquidi: l’olio di semi di girasole, il latte vegetale, la spremuta d’arancia e lo sciroppo d’acero.

Lavate le mele, eliminate il torsolo e, senza sbucciarle, tagliatele a fettine sottili.

Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate bene. Aggiungete poi due terzi delle mele all’impasto e amalgamate il tutto, mescolando delicatamente e cercando di non rompere le fettine di mela.

Versate l’impasto in una tortiera foderata con carta da forno, quindi decorate la superficie con le fettine di mela rimaste.

Cuocete in forno a 180° per 45/50 minuti. Prima di spegnere e togliere la torta dal forno, fate la prova dello stecchino. Lasciate raffreddare la torta prima di servirla.

Baci di dama

INGREDIENTI:

  • 200gr di farina integrale
  • 100gr di nocciole
  • 80gr di zucchero di canna
  • 60ml di olio di semi di girasole
  • 80ml di acqua
  • cioccolato fondente

PREPARAZIONE:

Tritate le nocciole finemente con l’aiuto di un mixer, unitele quindi alla farina e allo zucchero. Unite poi anche gli ingredienti liquidi e amalgamate il tutto.

Con le mani, formate delle palline e posizionatele su una teglia rivestita con carta forno e schiacciatele leggermente, per dargli la tipica forma della metà del bacio di dama.

Cuocete in forno a 180° per ca. 20 minuti.

Mi raccomando, tenete spesso controllato dopo i primi 15 minuti, i biscotti non si devono seccare troppo.

Quando pronti, toglieteli dal forno e fateli raffreddare. Infine unite le due metà con il cioccolato fuso sciolto a bagnomaria.

 

 

Lara Salacucina a sentimento perché non peso, non doso, ma provo, assaggio e ritocco mentre cucino.

Yogini da qualche anno, grazie a Michela che mi ha fatto innamorare di questa disciplina e che ogni tanto cerco di corrompere con qualche esperimento culinario. 😉 Vegetariana, amo mangiare, ma amo altrettanto cucinare per me e per i miei cari ed amici. 

Spero di “soddisfare” i vostri palati e di farvi scoprire che cambiare alimentazione non è assolutamente limitativo, anzi c’è tutto un mondo da scoprire! Ancora oggi, dopo quasi dieci anni di vegetarianesimo, non sono caduta nella monotonia in cucina.

Vi chiedo di seguire le ricette, ma di seguire anche il vostro istinto e le vostre papille, sperimentando! Io sarò assolutamente felice di sentire le vostre opinioni e vedere le vostre rivisitazioni. 

 Vuoi chiedermi qualcosa? Ecco come metterti in contatto con me:

Lara Sala

Lara Sala

Quando siamo sul nostro tappetino yoga ed eseguiamo le nostre asana, spesso la nostra attenzione si sposta sul tentativo di ricreare attraverso il nostro corpo l’immagine della posizione che vogliamo fare.

Cosa voglio dire con questo?

Se ad esempio l’asana su cui sto lavorando è pashimottanasana (la pinza) e quindi la mia intenzione è quella di allungarmi in avanti sulle mie gambe stese, appena mi approccio alla posizione cercherò di portare subito la fronte alle gambe. Perché l’ho visto fare dal mio insegnante, perché l’ho visto su instagram, perché il compagno di tappetino fa così, ecc.

Nella mia testa ho l’immagine della posizione “finale” ed il mio obiettivo è quello di riprodurre quell’immagine.

Ma questo è fare yoga?

In realtà, quello che ho potuto scoprire io stessa con la mia pratica, è che se mi concentro sull’immagine che voglio riprodurre sto “scavalcando”, perdendomi i benefici della posizione, il viaggio di scoperta che invece l’asana stessa è in grado di farmi vivere.

Sempre per tornare all’esempio iniziale, se sto lavorando sulla posizione della pinza e voglio piegarmi in avanti, il mio obiettivo non dovrebbe essere quello di portarmi la fronte alle gambe, ma riscoprire maggiore flessibilità, estensione, apertura e quindi libertà in tutta la parte posteriore del mio corpo. Che io sia con la testa che arriva addirittura oltre le mie ginocchia o che io sia nella variante più semplificata con le gambe piegate e un supporto sotto il bacino, il risultato ed i benefici che quell’asana mi sta donando non cambiano.

Qualunque variante della posizione, è già la posizione!

Quando il mio approccio all’esecuzione alle asana è cambiato, ed ho iniziato a vivere la pratica con la curiosità di scoprire quello che ogni posizione poteva insegnarmi, l’intero rapporto con lo yoga, il mio corpo e in generale con me stessa, si è completamente trasformato.

Sono passata dal fare una performance sul tappetino, volendo dimostrare chissà cosa, a scoprire e vivere un viaggio di scoperta e ascolto di me stessa e del mio corpo che ha reso la mia pratica ricca di significato. Ho scoperto infatti nel mio corpo uno strumento potente, un incredibile maestro e veicolo di consapevolezza, a molteplici livelli.

Che cosa ho iniziato ad imparare grazie a questo nuovo approccio?

Innanzitutto che il corpo è diverso ogni giorno, ogni momento. Ieri arrivavo con la fronte alle ginocchia, oggi sono più bloccato alla zona del bacino, oppure più corto a livello di muscoli delle gambe, o ancora più contratto alla zona cervicale. Tutte ragioni per cui il mio allungamento ne risente. Questo cambia qualcosa nella mia pratica?

Sì, perché prenderò accorgimenti nell’esecuzione delle mie posizioni che rispettino la situazione attuale, proteggendomi così anche da eventuali infortuni.

No, perché i benefici che ottengo sono esattamente gli stessi! E anzi, la mia asana mio aiuterà nello sblocco di quelle parti in tensione.

Quando invece sto vivendo ancora la mia pratica yoga come una performance cosa accade?

Che non accetto il fatto che il mio corpo sia diverso e lo forzerò ad ottenere lo stesso risultato del giorno precedente, rischiando anche un infortunio, vivendo ad un livello emotivo la frustrazione e non riuscendo a guidare bene il respiro nel corpo – cosa che mi causerà più tensione che benefici.

La cosa interessante è che, imparando ad ascoltarsi, ci possiamo anche accorgere che le ragioni per cui il corpo è sempre diverso possono dipendere da motivazioni differenti.

A volte il cambiamento è una diretta conseguenza di qualcosa che ho fatto con il corpo. Ad esempio, se il giorno prima ho camminato tutto il giorno in montagna, è normale che poi abbia i muscoli un pò più corti.

Altre volte il cambiamento del corpo dipende da fattori emotivi e mentali. Ad esempio, se siamo in tensioni per qualcosa che ci sta preoccupando, molto facilmente non sto riuscendo a guidare bene il respiro nel petto, l’area del torace sarà più chiusa con conseguente maggiore tensione all’area cervicale.

E’ interessante poter ascoltare il nostro corpo e scoprire come lui ci sta sempre dando una visione chiara e realistica di ciò che sta accadendo nel nostro mondo interiore. Interrogandoci e scoprendoci attraverso le asana abbiamo la possibilità di imparare a conoscerci e poter quindi poi aiutare noi stessi con quegli accorgimenti che ci permetteranno di lavorare ad un livello più profondo rispetto al solo involucro fisico.

La pratica fisica dello yoga diventa così un vero e proprio viaggio di scoperta di noi stessi.

Che altro è cambiato nella mia pratica grazie a questo nuovo approccio?

Incredibilmente (ma in realtà non c’è da stupirsi) ho iniziato ad avere accesso a posizioni che avevo sempre considerato impossibili per me. Improvvisamente il corpo ha iniziato ad aprirsi più facilmente e velocemente, diventando più flessibile, morbido e forte. Senza stare a desiderare di arrivare da nessuna parte, ma concentrandomi invece sui bisogni del mio corpo e donando lui quello di cui aveva bisogno, lui mi ha ripagata rendendo possibile l’impossibile.

L’importante è – ovunque io sia lungo il mio percorso – godermi il percorso. Perché la meta è il viaggio stesso.
Buonissima pratica.

Namastè

 

Michela Aldeghi – ideatrice di vivoYOGA e E.Motion Artist, artista delle emozioni e dell’energia in movimento.
Studentessa e insegnante di yoga e meditazione, curiosa esploratrice e instancabile viaggiatrice.

 vivo YOGA
vivo_yoga

Cari Yogis,

bentornati al nostro appuntamento #foodforyogis. Qualche giorno fa vi ho chiesto se avete desideri particolari per questo nuovo articolo e siete stati molto chiari: dolce, salato, ricette veloci e facili. 😉

Quindi presa dai vostri input, ho deciso di creare un menù di Pasqua e uno di Pasquetta.

Iniziamo ovviamente da quello di Pasqua con antipasti, primo e dolce.

Hummus di piselli

Iniziamo con il mio nuovo hummus preferito, che ho sperimentato recentemente, come avrete visto dai miei aperitivi: l’hummus di piselli. Veloce e buonissimo!

INGREDIENTI:

  • 250gr di piselli
  • Avocado
  • Basilico
  • Limone
  • Olio evo
  • Sale

PREPARAZIONE:

In un becher o una ciotola versate i piselli già cotti, la polpa di mezzo avocado e qualche foglia di basilico (non vedo l’ora che ci sia la menta per sperimentare una versione estiva). Se volete potete aggiungere mezzo spicchio d’aglio, io lo evito. Con un minipimer ad immersione iniziate a frullare gli ingredienti, aggiungete poi un filo d’olio, una spruzzata di limone e regolate di sale. Frullate ancora per un attimo, finchè il composto non risulti omogeneo. Se troppo denso, potete aggiungere un goccio d’acqua.

Quando pronto, trasferite l’hummus in una ciotola da tavola e servitelo con cracker, gallette o verdure crude.

Potreste anche servirlo su delle fette di pane tostato con qualche fetta dell’avocado avanzato e magari dei semi misti.

 

Torta salata “corona”

Dato che mi avete chiesto semplicità e velocità, vediamo ora un antipasto super easy con farete un figurone e potrete riutilizzarlo mille volte…lasciate andare la fantasia! Data la forma ho deciso di dedicarlo al nostro carceriere 😉

INGREDIENTI:

  • 1 pasta sfoglia rotonda
  • 1 carota
  • 1 zucchina
  • pomodorini secchi
  • semi misti
  • 2 uova
  • Sale
  • Pepe

PREPARAZIONE:

Stendete la sfoglia sulla teglia del forno e fate 4 tagli (orizzontale, verticale e due in obliquo) di ca.13 cm partendo dal centro. Pelate poi la carota e con il pelapatate ricavate delle fettine sottili, fate la stessa cosa con la zucchina e poi iniziate a disporre le fettine sulla sfoglia piuttosto sull’esterno (dovete lasciare libero lo spazio con i tagli). Prendete i pomodorini secchi e i semi misti e disponeteli qua e là sopra le zucchine e le carote.

Iniziate ora a piegare gli spicchi ricavati dai tagli sulle verdure per cercare di chiudere la sfoglia creando una corona, quindi col foro in mezzo.

Prendete ora le due uova, sbattetele con un pizzico di sale e pepe e poi con attenzione versatele sopra le verdure nella corona. Spennellate poi la superficie della sfoglia con quello che rimane delle uova nella ciotola.

Mette quindi la vostra corona in forno preriscaldato a 180° e fatela cuocere per ca. 35/40 minuti.

 

Risotto primavera

INGREDIENTI:

  • 150gr di riso Carnaroli
  • 1 porro
  • 2 carote
  • asparagi
  • olio evo
  • brodo vegetale

PREPARAZIONE:

Preparate il brodo vegetale: mettete in un pentolino un litro d’acqua e un dado vegetale e portate lentamente ad ebollizione e tenetelo poi in caldo.

Lavate e pulite il porro, togliendo la parte più scura e tagliando la parte bianca a rondelle (spessore ca. 3 mm). Pelate le carote e tagliatele a dadini. Lavate gli asparagi e tagliate i gambi (spessore ca.5mm), tenete da parte le punte che farete rosolare a parte per decorare i piatti.

Disponete tutte le verdure in una padella con filo d’olio e fate rosolare. Unite poi il riso e fatelo tostare per un paio di minuti, tenendo il fuoco moderato. Se volete, a questo punto, potete aggiungere un bicchiere di vino e lasciarlo sfumare.

Iniziate poi ad aggiungere il brodo, un mestolo alla volta (quando il brodo è stato assorbito, aggiungetene un altro mestolo). Il tempo di cottura è di ca. 40 minuti.

A fine cottura aggiungete un filo d’olio, poi alzate la fiamma e mescolate energicamente per un paio di minuti in modo da mantecare il riso. Spegnete la fiamma e lasciate riposare qualche minuto e poi servite.

Plumcake al limone

A questo punto, passerei direttamente al dolce, niente secondo…altrimenti ci ritroviamo tutti in “rotolasana” (cit. Michela). Anche perché so già che non avrete rinunciato alle uova di Pasqua.

INGREDIENTI:

  • 250 g di farina 00 integrale
  • 120 g di zucchero di canna 
  • 80 ml di olio di semi
  • 125gr di latte vegetale (non zuccherato)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la scorza grattugiata ed il succo di un limone 
  • q.b. zucchero a velo per decorare

PREPARAZIONE:

Mescolate in una ciotola farina, zucchero e lievito, unite poi i liquidi e la scorza grattuggiata del limone e mescolate finché non otterrete un impasto liscio e omogeneo.

Disponete ora il composto in una teglia per plumcake e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 40/45 minuti. Prima di spegnere il forno, ricordatevi di fare la prova dello stecchino. Intanto immaginate il profumo…

 

Cari Yogis,

spero che questo primo menù primaverile vi piaccia e se non avete tutti gli ingredienti, siate creativi, trovate alternative, non uscite per forza a fare la spesa. Se avete dubbi, io sono qui a vostra disposizione.

Ricordate che la primavera è il momento in cui tutto si risveglia e anche noi, come tutti i piccoli germogli, torniamo a nuova vita con rinnovata energia. Quindi non lasciate che questi giorni di isolamento forzato vi scoraggino e vi privino di gioia ed energia vitale. In questo momento delicato, mi auguro che possiate comunque trovare ogni giorno un motivo per essere grati e per sorridere alla vita.

Vi abbraccio

Lara

 

Lara Salacucina a sentimento perché non peso, non doso, ma provo, assaggio e ritocco mentre cucino.

Yogini da qualche anno, grazie a Michela che mi ha fatto innamorare di questa disciplina e che ogni tanto cerco di corrompere con qualche esperimento culinario. 😉 Vegetariana, amo mangiare, ma amo altrettanto cucinare per me e per i miei cari ed amici. 

Spero di “soddisfare” i vostri palati e di farvi scoprire che cambiare alimentazione non è assolutamente limitativo, anzi c’è tutto un mondo da scoprire! Ancora oggi, dopo quasi dieci anni di vegetarianesimo, non sono caduta nella monotonia in cucina.

Vi chiedo di seguire le ricette, ma di seguire anche il vostro istinto e le vostre papille, sperimentando! Io sarò assolutamente felice di sentire le vostre opinioni e vedere le vostre rivisitazioni. 

 Vuoi chiedermi qualcosa? Ecco come metterti in contatto con me:

Lara Sala

Lara Sala

Stiamo tutti vivendo un momento estremamente complesso, e spero che ne stiate approfittando tutti per rallentare, ascoltarci, centrarci, coltivare la pazienza e fluire in questo cambiamento, su più livelli.

In realtà non è un’attiva passiva, aspettando che là fuori qualcosa cambi, o che qualcun altro faccia qualcosa. E’ un’occasione per lavorare su noi stessi, per affrontare quello che abbiamo evitato o rinviato a lungo, per permetterci di raggiungere un diverso piano di consapevolezza. E’ il momento per creare una relazione più profonda con noi stessi e con gli altri. E’ il momento di conoscere il nostro coraggio, nell’affrontare questa prova così intensa. Ora siamo obbligati a lasciar andare ciò che è superfluo, ciò che non ci serve più, ciò che non fa più parte di noi.

Fuori e dentro di noi c’è grande caos, e il lavoro interiore che sto facendo mi sta dando grande supporto. In passato, molto probabilmente, non avrei potuto essere così centrata in una situazione simile.

Siamo costantemente martellati da notizie, immagini, incertezze, paure, emozioni altrui, che vanno a sovraccare il nostro sistema. Ed è importante ritrovare il nostro centro per non lasciarci trascinare nel vortice di ansia e paura.

Anch’io sono costantemente fortemente sollecitata: ogni volta che una persona cara risulta positiva, la perdita di un familiare, tutti i progetti lavorativi saltati per i prossimi mesi, la paura in ogni messaggio, telefonata, immagine che vedo quotidianamente, le emozioni delle persone a cui faccio sessioni (online).
Il lavoro interiore certo non risolve tutti i problemi del mondo là fuori, tuttavia può fare molto nel mio mondo interiore, e mi permette di non farmi prendere dal panico, non somatizzare in sintomi di ogni tipo, e di restare centrata, lasciandomi lo spazio di compiere scelte in modo lucido, ponderato ed efficace.

Noto questa maggior resilienza anche in amici che hanno integrato nel loro quotidiano semplici pratiche, come ad esempio la meditazione, il respiro consapevole, prendersi cura del proprio corpo e delle relazioni in modo consapevole.

Inoltre in questi giorni, durante le sessioni individuali, molte persone condividono con me situazioni con lo stessa tema di fondo, da stati d’animo come paure e preoccupazioni, frustrazione e rabbia, tristezza e senso di solitudine, a difficoltà a comunicare con i partner, i figli, o i genitori.

E devo dire che in molti mi dicono anche di passare giorni in pigiama, alcuni senza farsi la doccia per molto tempo, mangiando schifezze e guardando per ore televisione e cellulare.

Il fatto di essere a casa non significa che abbiamo smesso di vivere, anzi, abbiamo la possibilità di fare tutte quelle cose che abbiamo rimandato a lungo, anche per anni.

Una delle cose più importanti che mi sento di suggerire è di creare alcune sane routine.

Per il sistema nervoso è estremamente utile avere degli orari fissi, quindi svegliarsi, fare attività fisica, meditare, mangiare e andare a dormire sempre più o meno allo stesso orario.

Personalmente, voglio prendere questo periodo, non solo per avere tempo per me e con me, anche per inserire nella mia vita attività che non riesco a fare spesso. Inoltre portando avanti un’attività per almeno 21 giorni, questa diventerà una nostra sana abitudine.

Quindi apriamo il cassetto di quello che avremmo sempre voluto fare!

Visto che passiamo molto più tempo a casa, il corpo ha bisogno di muoversi. E questo è fondamentale anche per scaricare le tensioni che ci portiamo addosso.

Riprendiamo esercizi che facevamo un tempo, o seguiamo i numerosi corsi online. Fare Yoga è certamente l’attività che consiglio, e Michela di Vivo Yoga ha condiviso corsi per ogni livello di pratica. Si possono trovare anche pilates, stretching, esercizi di respiro, do in, qi gong e tanto altro. Perché non imparare una nuova tecnica orientale?

E quante volte ci prendiamo il tempo per ballare? Che non significa seguire figure perfette di chissà quale stile complicato… Ballare è lasciarsi fluire nella musica, diventare un tutt’uno con la musica, lasciare che sia il corpo a decidere come muoversi, fidarci dei movimenti che arrivano e accogliere le emozioni che affiorano.

Io mi diverto con il trampolino, ma è sufficiente saltare un po’ anche sul pavimento: è un ottimo stimolo per aumentare la vitalità di corpo e umore.

In questi giorni abbiamo il tempo di studiare cose nuove. E non studiare noiosamente, per obbligo, con qualcuno che ci forza e ci dà un giudizio, com’era a scuola. Intendo studiare con la passione, la curiosità e la voglia della scoperta! Ci sono corsi online per imparare a fare di tutto! Una lingua nuova, progettando il prossimo viaggio all’avventura. Un corso di computer, e finalmente creare il nostro sito personale per mostrare al mondo i nostri talenti. Un corso di pittura, di canto, di ballo, di pianoforte o di ukulele, di decoupage o origami, di cucito o pole dance. Un corso per imparare una professione nuova, e finalmente lasciar andare quel lavoro che ci sta stretto.

E diamo libero sfogo alla nostra creatività: dipingiamo un quadro o le pareti di casa, costruiamo qualcosa di unico, sperimentiamo in cucina piatti mai provati prima, disegniamo mandala, su carta o sul soffitto in camera, scriviamo lettere o un libro, trasformiamo un vecchio vestito osando aggiungere qualcosa di eccentrico, dipingiamoci il corpo, trucchiamoci o mascheriamoci giocando ad essere qualcun altro, giochiamo con i nostri figli o con il nostro bambino interiore, riempiamo casa di mazzi di fiori di carta colorata, facciamo dei collage di vecchie foto, creiamo un poster con tutti i nostri desideri, dalla vita privata al lavoro, dai viaggi alla casa, dagli amici a tutte le attività che vorremmo avere nel nostro futuro.

E rendiamo la casa più bella e accogliente: spostiamo i mobili per trovare nuove soluzioni, cambiamo l’ordine degli oggetti che ci circondano, creiamo spazio, lasciamo andare quegli oggetti che non risuonano più con noi, accendiamo candele e incensi, stendiamo teli colorati, prendiamoci cura di piante e fiori.

Altre routine importanti sono legate all’alimentazione. Sì, il pezzetto di cioccolato può essere di conforto. E’ l’esagerare con pizza, patatine, biscotti, caramelle e merendine che non aiuta il nostro corpo, e nemmeno le nostre emozioni e i pensieri. Questi alimenti, oltre ad apportarci scarsi nutrienti, ci appesantiscono, e nel nostro intestino impediscono l’assorbimento di altre sostanze più importanti.

Come sarebbe iniziare 21 giorni di alimentazione sana? Che non significa vivere di stenti, privazioni e sofferenze. Potremmo diminuire i prodotti da forno e aumentare frutta e verdura fresca. Inserire estratti freschi (sì, finalmente abbiamo il tempo di pulire l’estrattore, anche tutti i giorni!), magari già al mattino per darci la carica, cambiando sempre frutta (mele, pere, arance, limoni, e tutte le meraviglie che ci porterà la primavera) e verdura (carote, finocchi, sedano, prezzemolo, cavolo nero, barbabietola, spinaci, topinambur) e se abbiamo un po’ di prato fuori casa, si possono trovare da aggiungere anche erbe spontanee (tarassaco, ortica, piantaggine).

A rotazione variare il più possibile tipi di alimenti. Ottima cosa è anche il digiuno a intermittenza: possiamo mangiare la solita quantità giornaliera di cibo, semplicemente cenando prima, tipo verso le 18, e fino alla colazione del giorno successivo, ad esempio verso le 9.00, non inserire nulla, se non tisane calde. Questa pratica rafforza il sistema digestivo e immunitario, e permette al corpo di smaltire meglio le tossine. E si dorme anche molto meglio quando lo stomaco è più leggero la sera.

Io sono solita farlo sempre due volte a settimana, ora anche tutti i giorni.

Da provare!

Certamente importante in questo momento (e sempre), restare connessi con le persone importanti per noi, e creare nuove connessioni. Restiamo in contatto con le persone care, e magari anche quelle che non vediamo da tanto. Come sarebbe scrivere all’amica che non vediamo dai tempi delle scuole? O scrivere una mail per ringraziare un ex per tutto il bello che abbiamo condiviso (nonostante i casini che abbiamo entrambi fatto e che ci hanno fatto prendere strade differenti)? E poi sentire regolarmente la vecchia zia che è sola in casa.

E anche bussare alla porta del vicino anziano del piano di sopra, che vive da solo, anche se forse l’abbiamo incontrato solo due volte nella vita, e sembra anche un po’ burbero (e ovviamente non c’è bisogno di aprire la porta, o si può aprire, restando poi a distanza), bastano due parole gentili, far sapere che se ha bisogno, noi ci siamo… Questo scalda il cuore a lui e anche a noi.

E arriviamo alla meditazione. Leggiamo continuamente “se non puoi andare fuori, vai dentro”. Ma se non l’abbiamo mai fatto, come si inizia a meditare? Non siamo certo abituati a sederci in una posizione per alcuni scomoda, per ore, svuotando completamente la mente e raggiungendo la beatitudine!

Da cosa iniziamo?

Premetto che meditazione può essere ogni cosa: possiamo mangiare in meditazione, danzare, cantare, camminare, fare il nostro sport preferito, cucinare, dipingere, fare l’amore, stare in natura, fare un bagno caldo… Tutto, se lo facciamo in consapevolezza e presenza.

Come si fa a trovare la consapevolezza ed essere in presenza?

Innanzitutto trova una posizione comoda, su una sedia, a terra, sul divano, va bene anche sul letto, ti consiglio di stare seduto mantenendo la schiena dritta (questo aiuta ad essere maggiormente in presenza).

Chiudi gli occhi.

Già fare questo ti porta delle modificazioni nel corpo. Ti stai dando spazio e tempo, e grazie a questo, il tuo corpo può autoregolarsi. Perché il corpo sa, naturalmente, ritrovare lo stato di benessere, basta dargliene la possibilità.

E poi cosa faccio con gli occhi chiusi? Perché i pensieri continuano ad arrivare, non c’è silenzio nella testa.

Questa è una pratica che va allenata.

Puoi portare la tua attenzione nel corpo, e fare una scansione di ogni sua parte. Partendo dai piedi, nota come poggiano a terra, o sul divano, nota le gambe, e il peso del tuo corpo, la schiena come poggia contro lo schienale, le spalle, il collo, il viso, le braccia, le mani. Nota dove c’è tensione, oppure rilassamento, dove c’è contrazione o espansione. Nota la temperatura del corpo, magari c’è differenza nelle diverse parti. Nota i vestiti come sfiorano la tua pelle. Nota l’aria attorno a te, soprattutto a contatto con le mani e con il viso.

Poi è importante portare l’attenzione al respiro. Nota come l’aria entra nelle narici e scende fino al petto. Nota l’espansione del torace durante l’inspirazione e la sua contrazione nell’espirazione. Lasciati cullare da questo movimento. E nota che magari il respiro diventa più lento e profondo.

Poi nota al centro del petto il cuore che batte, e forse anche il battito rallenta lievemente seguendo il ritmo del respiro.

Ogni volta che la tua attenzione è su una diversa parte del corpo, invita emozioni e sensazioni, osservale, accoglile, tutto è benvenuto. Le emozioni fluiscono, e così come affiorano, poi vanno via. Lascia andare l’attaccamento a pensieri ed emozioni. Non giudicarli. Ci sono ora. Ringraziali. E poi se ne vanno.

Una pratica importante è quella della gratitudine. Porta una o entrambe le mani sul cuore, e ringrazialo. Batte sempre per te, ti tiene in vita. Ringrazia i tuoi polmoni, che continuano il loro lavoro quasi inosservati. Puoi ringraziare tutto il tuo corpo, che fa così tanto per te, ogni giorno. E puoi ringraziare te, la tua forza, il tuo coraggio, la tua determinazione, la tua amorevolezza, la tua creatività, la tua generosità, la tua passione. Grazie per tutto il viaggio che hai fatto per arrivare fino a qui. E grazie a tutte le tue persone care. Grazie ai tuoi animali. Grazie alle persone che non ci sono più. Grazie agli sconosciuti. Grazie a medici e infermieri che stanno facendo i salti mortali per tutti. Grazie a tutti i piccoli gesti amorevoli che accadono nel mondo. Grazie alla natura che fiorisce rigogliosa in questa primavera più libera del solito. Grazie a tutto il pianeta terra, per quello che ci dona ogni giorno.

Riassumendo: posizione comoda, schiena dritta, occhi chiusi, scansione del corpo, respiro profondo, gratitudine… Fallo 20 minuti, tutti i giorni, e ti cambierà la vita!

Questi sono tutti suggerimenti, proviamo ad inserirne uno o più nella nostra quotidianità, e notiamo cosa accade al nostro corpo, alla nostra mente, alle nostre emozioni, al nostro modo di reagire.

E lasciamo che siano i gesti di generosità e amorevolezza ad essere contagiosi!

Per dare supporto, oltre ad essere disponibile per sessioni individuali online, per tutto il mese di aprile e maggio offrirò:

Serate di meditazione, tutti i lunedì alle 20.45

Cerchi di donne, tutti i venerdì alle 20.45

Segui la mia pagina di facebook per scoprire le altre attività: Deva Daniela Holistic Counsellor

Se hai bisogno, io ci sono.

Deva

Deva Daniela Spagnoli – Da 15 anni sono consulente di alimentazione e medicina tradizionale cinese, con un occhio particolare verso intolleranze e detossificazione.
Nel 2011 ho creato Equilibrium, centro di discipline bionaturali, per essere circondata da un qualificato team multidisciplinare di professionisti, per garantire ai clienti il massimo supporto nel ritrovare salute e benessere.

Sono anche counsellor olistico e oltre alle sessioni individuali propongo gruppi di costellazioni familiari e sistemiche, di meditazione, di crescita personale e spirituale, cerchi di donne e per coppie, sia in Italia che all’estero.
Faccio inoltre parte del team internazionale di Deepdive, un importante e profondo percorso di crescita interiore.

3479737255

daniela.spagnoli@gmail.com

Centro Equilibrium

La primavera è la stagione della rinascita, la Natura sboccia di fiori e profumi, il sole ci regala quel calore che tanto aspettavamo durante l’inverno; non vediamo l’ora di metter via i maglioni, i cappotti, i piumoni e goderci il nostro tempo libero all’aria aperta.

Ma allora perché appena arriva la primavera ci sentiamo stanchi? Non dovremmo essere carichi di vitalità e voglia di fare?

Non ho mai trovato risposta a queste domande finché non ho scoperto la saggezza della Medicina Tradizionale Cinese (abbr. MTC).

Servono delle piccole premesse per comprendere meglio quello che verrà scritto in seguito, soprattutto per chi non ha mai sentito parlare della MTC.

La Medicina Tradizionale Cinese è un insieme di metodi di diagnosi e cura sviluppatisi negli ultimi tremila anni attraverso l’osservazione del mondo naturale e delle sue leggi, i cui principi fondamentali derivano dai dogmi del Taoismo.

Le leggi che stanno alla base della Medicina Tradizionale Cinese sono:

  • La legge dello Yin e dello Yang
  • La legge dei 5 elementi o delle 5 forze agenti (acqua, legno, fuoco, terra, metallo)

Yin e Yang sono essenzialmente descrittori delle interazioni dinamiche alla base di tutti gli aspetti dell’universo. Ad ogni aspetto Yin dell’universo, della natura e dell’uomo corrisponde un aspetto Yang che lo definisce e dal quale è interdipendente. Facciamo un esempio: all’aspetto Yin della notte corrisponde l’aspetto Yang del giorno. Giorno e notte sono legati da un rapporto di interdipendenza: il giorno esiste solo grazie all’esistenza del suo opposto, la notte appunto. Proviamo a pensare… se non ci fosse mai la notte riusciremmo a dare una definizione di giorno? Senza il suo opposto, la parola “giorno” cosa rappresenterebbe?

Dall’osservazione del mondo naturale e dei processi dinamici in esso riscontrabili gli antichi cinesi dedussero l’esistenza di cinque elementi costituenti l’universo e qualsiasi cosa in esso contenuto; questi elementi sono: l’acqua, il legno, il fuoco, la terra e il metallo. Ogni elemento ha delle specifiche caratteristiche e funzioni. I cinque elementi sono collegati tra loro mediante il ciclo di mutua produzione e di mutuo controllo che ne garantiscono costantemente l’armonia e l’equilibrio.

Il più evidente processo dinamico presente in natura è il ciclo delle stagioni; ad ogni stagione viene quindi associato un elemento: all’inverno viene associato l’elemento acqua, alla primavera l’elemento legno, all’estate l’elemento fuoco, alla fine estate (nella MTC viene chiamata la quinta stagione che va dalla metà di agosto fino all’inizio dell’autunno) l’elemento terra e all’autunno viene associato l’elemento metallo.

Se non avessi dei limiti nella scrittura di questo articolo probabilmente andrei avanti per pagine e pagine a parlarvi di tutte le caratteristiche dei cinque elementi talmente mi appassiona l’argomento, ma focalizziamo l’attenzione su ciò che ci interessa in questo momento.

Stiamo parlando della primavera e l’elemento ad essa associato è il legno.

La forza del legno è la forza della nuova vita che si contrappone all’immobilità invernale, è la forza della spinta che fa schiudere il seme e fa nascere la nuova piantina.

L’energia del legno si espande in tutte le direzioni (non a caso, viene rappresentata dal drago a dimostrazione di un’essenza potente e vigorosa); tutto ciò che opprime e deprime è contrario al suo carattere.

Nell’uomo il legno corrisponde al fegato (organo) e alla cistifellea (viscere); si apre negli occhi e si manifesta nelle unghie e ha le seguenti funzioni:

  • Regola la circolazione del Qi (energia);
  • Immagazzina il sangue;
  • Regge tendini e muscoli.

Dopo aver fatto questa premessa teorica (che spero non vi abbia confuso troppo le idee!), torniamo alla domanda iniziale: perché in primavera ci sentiamo stanchi?

Durante l’inverno tendiamo ad accumulare parecchie tossine a causa di una minore attività fisica (sia per il freddo che ci impigrisce sia per le minori ore di luce che rendono brevi le giornate e quindi ristretto il tempo libero a nostra disposizione) e di una dieta più carica di cibi grassi e pesanti (consideriamo anche i pranzi e le cene di tutto il periodo delle festività Natalizie!!).

Non appena arriva la primavera il legno irrompe con tutta la sua forza e non fa altro che aumentare tutti i flussi di energia nel nostro corpo.

Sospinte dall’intensificarsi di tali flussi, le tossine accumulate nella stagione invernale iniziano anch’esse a circolare e nel corpo si attiva la priorità di eliminarle per evitare che la loro libera circolazione comprometta la salute e il benessere dell’organismo.

La stanchezza dipende dal fatto che il corpo tiene impegnate tutte le energie a disposizione per mettere in atto questo processo di pulizia dalle tossine.

Cosa possiamo fare per evitare questa stanchezza?

Aiutare il nostro corpo!!

Prima di tutto agendo d’anticipo! In inverno quindi cerchiamo di mantenere una regolare attività fisica (senza esagerare perché ricordiamoci che l’inverno è anche la stagione del riposo e della lentezza!) e optiamo per una dieta meno carica di grassi e più ricca di frutta e verdura di stagione, alimenti e spezie riscaldanti come zenzero e curcuma.

In seconda battuta, non appena inizia la stagione primaverile aiutiamo il corpo nel processo di smaltimento delle tossine bevendo tanta acqua, tisane drenanti e depurative, frutta e verdura di stagione. Anche brevi periodi di digiuno possono aiutare (affidatevi sempre ad esperti, mi raccomando!!)

Un valido aiuto può arrivare anche dai massaggi e dalla riflessologia plantare On Zon Su ® (dal cinese On Zon Su ® significa letteralmente “arte del massaggio del piede”).

Ci sono tavole o mappe (insieme di tecniche e manovre sul piede) dell’On Zon Su ® specifiche sia per la pulizia dell’organismo sia per trattare tutti i disturbi legati all’elemento legno che ben si addicono alla stagione primaverile. 

Contattatemi se volete avere qualche altra informazione o se volete provare!

Buona primavera a tutti!!

Paola

Paola Colafabio Operatrice Professionale di Riflessologia Plantare Cinese – Metodo On Zon Su ®  Amo tutto ciò che fa bene al corpo, alla mente e allo spirito!

Per sedute individuali o maggiori informazioni contattami:

3200710276
paolacolafabio@gmail.com

Inutile che io vi spieghi il momento storico che stiamo attraversando: lo stiamo vivendo sulla nostra pelle e non è necessario aggiungere parole. Una cosa è certa, in molti siamo accomunati dallo stesso sentimento di paura che accompagna le nostre giornate, fortunatamente non tutto il tempo, ma ogni tanto può far capolino. Ognuno può avere una paura differente: di ammalarsi, di vedere un proprio caro ammalarsi, di dover aspettare troppo tempo prima di poter abbracciare una persona amata, di non poter abbracciare per l’ultima volta qualcuno che se ne sta andando, di non aver detto o fatto abbastanza, di aver sbagliato qualcosa, di non comprendere fino in fondo…. le paure arrivano dal profondo, riemergono dal passato ed è spesso difficile controllarle, benché siano più che legittime.

 

Non è un problema avere paura, anzi. La paura è un’emozione vitale, che ci aiuta a sopravvivere e a dare la giusta importanza agli avvenimenti. Quando, però, la paura ci sovrasta rischiamo di rimanere bloccati, intrappolati, incapaci di muoverci ed evolvere. Questa emozione è strettamente legata al primo chakra, nel quale risiede il diritto primordiale di sopravvivere. Quando il primo chakra è in disequilibrio e la paura sovrasta nella nostra vita potremo osservare diversi segnali, come ad esempio:

  • Dolori ossei, problemi ai denti, fastidio alle ginocchia etc;
  • Rigidità nella zona bassa del corpo, bacino, lombari;
  • Eccessiva preoccupazione economica che ci accompagna come primo pensiero al mattino;
  • Debolezza immotivata e perenne;
  • Incapacità di manifestare la propria personalità, i sentimenti e i pensieri;
  • Un forte abbassamento dell’autostima e dell’amor proprio;
  • Difficoltà ad alimentarsi correttamente.

La quotidianità è caratterizzata da un senso di incertezza col quale dobbiamo fare i conti ed imparare a restare radicati e saldi nonostante non ci è dato sapere quali saranno i volti, i numeri e le difficoltà del domani. 

 

Il primo consiglio è quello di restare attaccati al presente, ai bisogni primari nostri e delle persone amate: ascoltiamo le esigenze nostre ed altrui, cercando di soddisfarle nei limiti del possibile. Non possiamo uscire, ma prendiamoci cura di piante, fiori ed alberi. Se in casa non abbiamo nulla possiamo provare a piantare i semini della frutta che mangiamo e prenderci cura di loro giorno dopo giorno! Muoviamoci e proviamo ad incrementare gli esercizi che fortificano gambe e glutei. Inoltre, magari alla sera, prima di andare a nanna massaggiamo il nostre addome, l’inguine, perineo e glutei. 

 

Oltre a tutto ciò, come ben già sapete, anche i cristalli possono aiutarci. Il primo che può venirci in soccorso è il signore dei cristalli: il Diamante! 

Il Diamante

Il nome Diamante deriva dal greco “adamas”, invincibile. In parecchie culture antiche questo cristallo era associato all’immagine di Venere, colei che incarna rettitudine e virtù, allontanando gli influssi demoniaci. Nel Medioevo rappresentava forza, coraggio e invulnerabilità. Addirittura si credeva potesse avvisare chi lo indossasse dei pericoli che incombevano su di lui. 

 

Il Diamante è uno dei cristalli più puri e resistenti e ciò rispecchia le sue potenti abilità curative: aiuta a sviluppare una chiara visione della propria situazione esistenziale, preparando l’individuo che lo indossa ad affrontare le prove della vita. In particolare aiuta a superare la paura, la depressione ed il senso di vuoto, insegnando a dominare le crisi, idee e stati d’animo. Insomma, proprio quello che ci serve per assumere una visione cristallina della vita in questo momento e reagire oculatamente alle immense difficoltà che si presentano di fronte a noi! Possiamo indossarlo, anche come gioiello, ancor meglio se a contatto con la pelle. Se abbiamo la fortuna di avere un diamantino non incastonato possiamo deporlo al centro della nostra fronte durante brevi meditazioni.

La Rodonite

Se, invece, non abbiamo un diamante da poter indossare, anche la Rodonite, di cui abbiamo già parlato la volta scorsa, può venirci in soccorso. Essa, infatti, è considerata la pietra per eccellenza nelle situazioni di emergenza: ci aiuta a controllare le reazioni personali nelle situazioni di pericolo o crisi, a superare shock, paure, traumi e gli stati confusionali da essi generati. Possiamo tenerla a contatto con la pelle a lungo, magari come ciondolo al collo o nel reggiseno, lasciando che faccia effetto durante tutto l’arco della giornata.

L’Ossidiana

Infine, mi sento di consigliarvi anche l’Ossidiana: pietra antica e potente, conosciuta già dall’età della pietra, è da sempre associata a guerrieri e guarigioni spirituali. Anche l’Ossidiana è un potente aiutante per superare paura, shock e blocchi emotivi. E’ consigliabile utilizzarla durante le nostre meditazioni, tenendola in mano o appoggiata a terra vicino a noi. Quando avremo finito purifichiamola e cerchiamo non tenerla indosso tutto il tempo, perché rischierebbe di schermarci anche dalle energie positive che tanto necessitiamo in questo momento. Possiamo, però, appoggiarla in bella vista in casa, in quanto è in grado di purificare il nostro ambiente eliminando le energie negative, cosa non da poco!

 

Ultimo, ma non per importanza, ricordiamoci l’immensa importanza della condivisione: non siamo soli, mai. Prendiamo in mano il telefono e chiamiamo le persone che si stanno a cuore, non sono importanti le parole, ma è vitale far sapere che ci siamo, che pensiamo all’altro e, perchè no, che anche noi abbiamo paura. Insieme è più facile!

 

Silvia Lorenzini – detta Sisa. Laureata in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica, insegnante yoga e incurabile appassionata di tutto ciò che mi fa vibrare il corazón!
Vuoi chiedermi qualcosa, collaborare con me o acquistare le mie creazioni? Ecco come metterti in contatto con me:

info@yogaconsisa.it
Los colores de Sisa
Yoga con Sisa
www.yogaconsisa.it

Negli articoli dei mesi precedenti abbiamo iniziato a capire come le mestruazioni non siano un evento limitato ai giorni del sangue, ma un periodo ciclico che si ripete di mese in mese attraverso l’alternanza di quattro fasi, di cui due dove prevale un’energia di tipo yang e altre due dove questa si trasforma in energia yin. Abbiamo visto le due fasi yin, quella pre-mestruale e mestruale e stiamo iniziando ad osservare come l’alternanza di queste quattro fasi determini in noi cambiamenti a livello fisico, psico-emotivo e mentale.

Oggi scopriamo la fase pre-ovulatoria.

La fase pre-ovulatoria

Le mestruazioni sono finite, il sangue scompare piano piano. Torniamo nel mondo esterno, con i piedi per terra. È come se ci risvegliassimo da un lungo letargo, da un lungo sonno. La nostra testa ricomincia ad essere meno annebbiata, meno tra le nuvole, torna appunto nel mondo terreno. Quando penso alla fase pre-ovulatoria mi viene subito in mente la sinfonia della primavera di Vivaldi. La grandiosità con cui questo brano inizia mi ricorda lo sbocciare della natura e la sua massima bellezza. Così per noi è la fase pre-ovulatoria, un ritorno allo sbocciare, come l’inizio della primavera, dove tutta la natura torna a risplendere dopo il periodo invernale. Siamo rinate!

A livello ormonale, ricominciamo a secernere estrogeni su stimolazione della crescita dell’ovocita stimolato a sua volta dalla produzione ipotalamica di ormone follico-stimolante, colui che fa maturare il follicolo che contiene il nostro uovo. Gli estrogeni fisicamente inducono un ammorbidimento e un’apertura della regione cervicale che si traduce in un’apertura relazionale dopo la nostra fase di ritiro mestruale. La fase pre-ovulatoria, infatti, è anche chiamata fase di socializzazione poiché la nostra energia femminile è attiva, lucida e creativa, grazie anche alla quota di testosterone che va ad attivare la parte neo-corticale del nostro cervello.

Siamo come un fiume in piena. Niente sembra poterci fermare in questa fase. Abbiamo voglia di fare, di uscire, di ridere, di giocare, di flirtare. Quindi, assecondiamo la nostra necessità di comunicare e socializzare, così come quel desiderio di indipendenza e di dinamismo che percepiamo.

Siamo focalizzate su ciò che vogliamo fare e come un treno andiamo diritte per raggiungere l’obbiettivo. Per capire questo ci è utile richiamare a livello simbolico l’archetipo della Vergine. Vergine etimologicamente significa “che basta a se stessa“, una donna indipendente ed autosufficiente, la quale mira a sviluppare i propri interessi ed i propri talenti. Ed in effetti se ponete attenzione, in questa fase potremmo definirci anche un pò egoiste, incentrate sul nostro benessere e sul nostro volere. È normale, è un altro aspetto della nostra ciclicità, forse dovuto alla compresenza di ormoni yin come gli estrogeni ed ormoni yang come il testosterone. 

Se torniamo indietro con la memoria, due sono le dee vergini della nostra mitologia greco-romana che ci possono meglio aiutare a capire quali sono gli aspetti di noi che prevalgono in questa fase. La dea della caccia e della luna, Artemide, e la dea della città e dei mestieri, Atena. In entrambe, la caratteristica principale è propria quella di una “coscienza concentrata” [Le dee dentro la donna. JS Bolen], ossia quella capacità di dirigere l’attenzione su ciò che è l’interesse principale, di lasciarsi assorbire totalmente dal focus con la possibilità di escludere qualsiasi altro fattore esterno che non sia inerente a ciò su cui è stata posta l’attenzione. Per i sette/otto giorni della fase pre-ovulatoria, la nostra energia è questa: dritta e diretta su ciò che più ci interessa, con l’attenzione rivolta alla realizzazione.

Se ci pensiamo, in effetti, a livello biologico il nostro corpo è impegnato a fare una cosa: prepara di nuovo tutto l’organismo ad una possibile futura vita. Spiegandomi meglio, in questa fase l’obiettivo è uno, ossia far maturare il follicolo che espellerà l’ovulo, il quale potrà essere fecondato o no. C’è un focus creativo di base che si riflette nel nostro comportamento esterno.

A livello socio-culturale è una fase ampiamente accettata. Siamo attive, centrate (anche fin troppo), focalizzate, ma soprattutto produttive. È facile vivere questa fase. Come dico sempre, però, ogni fase ha la sua necessità di essere. Pensate se per tutto il mese fossimo in questo mood, arriveremmo ad un collasso di tutto il nostro organismo. Ecco perché per fortuna la natura ci ha regalato la possibilità di avere due fasi di compensazione e di ricarica.

Se siamo allineate con la luna, la nostra fase pre-ovulatoria cadrà con la fase di luna crescente, ossia il momento tra la luna nuova e la luna piena. Questa fase della luna è un tempo gioioso, giocoso, pieno di stimoli, iniziative e possibilità. È il tempo per dare il via a nuovi progetti che abbiamo in cantiere o per avviare progetti che avevamo “seminato” nei mesi precedenti o per progettarne di nuovi. In questa fase, si dà il via alla creatività.

Una boom esplosivo la fase pre-ovulatoria, che va dall’ultimo giorno del sangue circa, fino al dodicesimo giorno, quando ha inizio l’ovulazione. In questa fase, quindi, il consiglio è quello di fare e dare vita a tutto ciò che ci stimola e nutre.

Sperimentarci attraverso l’ascolto di ogni fase mestruale ci permette di conoscerci un po’ meglio come Donne e come Donna. Mi permette di capire ciò che desidero realizzare nella mia vita, ciò che voglio o meno nutrire e far nascere che sia una vita od un progetto personale. Ascoltarci ci permette di capire nel profondo il nostro nucleo femminile cosa vuole richiamare, dove vuole andare e di che cosa ha bisogno per essere alimentato e sostenuto.

 

Valentina Vavassori – Osteopata Curandera (trattamenti osteopatici adulti, donne in gravidanza, neonati e bambini). Lavoro femminile di guarigione del ciclo mestruale singolo o a gruppi.

366 3402454
val.vavassori@gmail.com
www.valentinavavassoriosteopata.com
osteopatia-Valentina Vavassori

Cari yogis,

come state? Immagino un po’ frastornati da questa situazione di tensione e reclusione forzata. Non perdetevi d’animo però, continuate a praticare (magari con le video lezioni di Michi, sono fantastiche!) e a prendervi cura di voi stessi.

Approfittate del tempo in casa per dedicarvi a quelle cose che è tanto tempo che volete fare, ma che per un motivo o per l’altro avete sempre rimandato. Io, per esempio, sto finalmente sistemando anni di foto in digitale e sto scegliendo quelle che mi stanno più a cuore per farne delle stampe e creare un giro del mondo fotografico nell’ingresso di casa. Magari vi farò vedere il risultato.

Oltre a lavorare e dedicarmi alle foto, ovviamente ne approfitto per mettermi ai fornelli, ma con molta più calma rispetto al solito e questo mese di transizione verso la primavera ho deciso di dedicarlo agli asparagi!

Cosa vi viene in mente appena pensate agli asparagi? Di sicuro le uova e il risotto, che sono i piatti più comuni preparati con questo fantastico ortaggio. Io vi darò delle alternative semplici e veloci, perché, come vi ho sempre detto, mi annoio a mangiare sempre le solite cose e quindi cerco alternative o me le invento. Comunque, se volete prepararvi un buon risotto agli asparagi 100% vegetale, riprendete la ricetta del risotto dei precedenti articoli e sostituite semplicemente le verdure. 😉

Ecco i piatti di questo mese:

Vellutata asparagi, porri e verza

Questa vellutata è nata una sera per caso, apro il frigorifero et voilà! Salvo il cuore di una verza, che sarebbe altrimenti andato nell’umido di lì a qualche giorno, gli asparagi e il mio amato porro e data la temperatura improvvisamente rigida, decido di scaldarci con una velluta. Ecco a voi ingredienti e passaggi. Bon appétit!

INGREDIENTI:

  • 1 mazzo di asparagi (250/300gr)
  • 1 porro
  • verza q.b.
  • 3 patate
  • brodo vegetale
  • olio evo

PREPARAZIONE:
Mondate tutte le verdure, tagliatele a pezzetti e fatele rosolare in una padella con un filo d’olio per un paio di minuti a fuoco moderato. Iniziate quindi ad aggiungere il brodo vege
tale ancora caldo, un paio di mestoli per volta. Quando le verdure sono cotte, frullate il tutto con un minipimer.

Se la vostra crema risulta troppo liquida, potete rimettere la padella sul fuoco fino a raggiungere la densità desiderata. Se invece risulta troppo asciutta, potete allungarla con un po’ di brodo o di acqua.

Servite la vellutata ben calda.

 

Pasta porri e asparagi

Vi ricordate la pasta porri e olive di cui vi ho parlato a Novembre? L’ho rivisitata in un paio di versioni con l’aggiunta degli asparagi.

INGREDIENTI:

  • pasta corta integrale o di farro
  • 1 mazzo di asparagi
  • 1 porro
  • olive taggiasche
  • olio evo

PREPARAZIONE:

Mondate il porro e gli asparagi, quindi affettateli a strisce sottili e cuoceteli in padella con un filo d’olio. Nel frattempo, lessate la pasta.

Quando la pasta è pronta, scolatela e mettetela nel condimento di porri e asparagi, e servite aggiungendo le olive taggiasche fatte a pezzettini.

Se siete più golosi, condite la pasta con del pesto vegano (magari fatto in casa) e tuffatela poi nei porri e negli asparagi. Bon appétit!

Cous cous mediterraneo

Come ormai saprete, mi piace unire la cucina etnica a quella mediterranea, che ne dite quindi di un couscous? Con questa ricetta ho partecipato l’anno scorso al #settimanavegcontest indetto da Essere Animali in occasione dell’annuale settimana vegana, in cui forniscono un menu settimanale a base vegetale, per far capire alle persone che cambiare alimentazione non è poi così difficile.

INGREDIENTI:

  • 250gr couscous 
  • 250ml acqua 
  • 1 cucchiaio olio evo
  • Sale
  • Curcuma
  • 2 carote 
  • 1 zucchina
  • 1 mazzo di asparagi
  • 150gr piselli già cotti
  • olio evo

PREPARAZIONE:

Tagliate a dadini carote, zucchina e asparagi e fatele cuocere in una pentola con olio evo, fino a quando non saranno cotti, ma ancora croccanti. Sciacquate i piselli e uniteli alle altre verdure negli ultimi due minuti di cottura, se si tratta di piselli in scatola; se invece si tratta di piselli freschi, sbollentateli prima in acqua calda, scolateli e cuoceteli insieme alle altre verdure. 

In un’altra pentola mettete l’acqua, l’olio e il sale, portate ad ebollizione, spegnete e versate il couscous e mescolate delicatamente finché non verrà assorbita tutta l’acqua. Lasciate risposare qualche minuto. Riprendete la cottura a fuoco lento per un paio di minuti, sgranando il couscous con una forchetta. Unite infine la curcuma mescolando delicatamente e le verdure. Et voilà!

Insalatona 1 – asparagi, finocchi, mele rosse e ceci

Dopo la prima settimana di lavoro da casa, seduta di fronte al pc per 8/9 ore al giorno, mi sono accorta di aver bisogno di pranzi più leggeri, quindi mi sono data alla pazza gioia con le insalatone. Vediamo insieme un paio di alternative.

INGREDIENTI:

  • asparagi
  • 1 finocchio
  • 1 mela rossa
  • ceci già cotti
  • olio evo

PREPARAZIONE:
Mondate gli asparagi, tagliateli a striscioline e fateli rosolare qualche minuto con un filo d’olio. Nel frattempo mondate i finocchi e tagliateli a fettine e fate la stessa cosa con le mele. (Io alle mele lascio la buccia, sia perché è ricca di nutrienti, sia perché mi piace che dia croccantezza al piatto.)

A questo punto unite tutti gli ingredienti e condite a piacere. Io con un filo d’olio evo e una spolverata di pepe.

Insalatona 2 – asparagi, carote, spinacino e ravanelli

INGREDIENTI:

  • asparagi
  • 2 carote
  • spinacino
  • 4 ravanelli
  • olio evo

PREPARAZIONE:
Mondate gli asparagi, tagliateli a striscioline e fateli rosolare qualche minuto con un filo d’olio a fuoco moderato. Nel frattempo pelate le carote e sempre con il “pelacarote” create delle striscioline oppure tagliatele a rondelle o come più vi piacciono. Lavate bene le foglie di spinacino e lasciatele asciugare. Prendete i ravanelli, tagliateli a rondelle sottili. A questo punto unite tutti gli ingredienti e condite a piacere. Io con un filo d’olio evo e una spolverata di pepe.

Potete aggiungere delle proteine, io metterei dei piselli o delle uova sode. Se volete accompagnare le insalate con del pane, a me piace tagliare a cubetti qualche fetta di pane integrale o ai semi e saltarli in padella antiaderente con un filo d’olio.

 

Cari yogis, per ora è tutto, spero che vi rilassiate ai fornelli, aspetto le foto dei vostri piatti, mi raccomando! Ho già pronte altre ricettine con gli asparagi, per non perderle seguite la pagina Instagram dedicata foodforyogis e, se avete dubbi o volete solo fare due chiacchiere, scrivetemi! Ne sarei più che felice.

Un abbraccio

Lara

 

Lara Salacucina a sentimento perché non peso, non doso, ma provo, assaggio e ritocco mentre cucino.

Yogini da qualche anno, grazie a Michela che mi ha fatto innamorare di questa disciplina e che ogni tanto cerco di corrompere con qualche esperimento culinario. 😉 Vegetariana, amo mangiare, ma amo altrettanto cucinare per me e per i miei cari ed amici. 

Spero di “soddisfare” i vostri palati e di farvi scoprire che cambiare alimentazione non è assolutamente limitativo, anzi c’è tutto un mondo da scoprire! Ancora oggi, dopo quasi dieci anni di vegetarianesimo, non sono caduta nella monotonia in cucina.

Vi chiedo di seguire le ricette, ma di seguire anche il vostro istinto e le vostre papille, sperimentando! Io sarò assolutamente felice di sentire le vostre opinioni e vedere le vostre rivisitazioni. 

 Vuoi chiedermi qualcosa? Ecco come metterti in contatto con me:

Lara Sala

Lara Sala

Calor, rubor, tumor, dolor, laesa functio, calor, rubor, tumor, dolor, laesa functio, calor, rubor, tumor, dolor, laesa function

Visto che siamo in un blog di benessere e yoga, qualcuno potrà pensare che sono le parole di un mantra che possiamo recitare per ottenere qualche beneficio.  Queste cinque parole invece sono le cinque manifestazioni dell’infiammazione. Quando abbiamo un trauma o abbiamo una infiammazione in atto il corpo ci parla e lo fa attraverso questi cinque fenomeni.

Per infiammazione, o flogosi, si intende l’insieme delle modificazioni che si verificano in un distretto dell’organismo colpito da un danno di intensità tale da non incidere sulla vitalità di tutte le cellule di quel distretto. Il danno è provocato da: agenti fisici (traumi, calore), agenti chimici (acidi ecc.), agenti tossici e da agenti di natura biologica (batteri, virus ecc.). La risposta al danno è data dalle cellule che sono sopravvissute all’azione di esso. L’infiammazione è una reazione prevalentemente locale.

Il primo segno è CALOR, ovvero il calore. Quando le cellule della parte in questione si attivano, aumentano il loro metabolismo creando una ipertermia locale per intervenire nei confronti dell’agente esterno o interno che ha provocato il danno. Questa attivazione, in genere, provoca un aumento dell’afflusso di sangue nella zona, dando manifestazione al secondo fenomeno che è il RUBOR, cioè il rossore. Nella zona colpita dal danno abbiamo quindi un aumento dell’attività cellulare locale, un aumento del flusso di sangue che veicola l’arrivo di una serie di cellule di difesa per fermare l’agente che ha attaccato l’organismo. Possiamo immaginarci una sorta di sovraffollamento della zona infiammata  che esternamente si manifesta con TUMOR ovvero il gonfiore che indica la presenza di un edema nella zona colpita. Per edema si intende appunto la presenza di liquido intercellulare e intracellulare ricco di cellule immunitarie, vive o morte. A questo punto il corpo, se non l’ha già fatto in maniera non troppo violenta, ci manda un messaggio che in genere non ignoriamo che è DOLOR, appunto il dolore. Il dolore è veicolato dai recettori presenti in ogni parte del nostro corpo ed è un campanello d’allarme per il nostro stato di salute. Abbiamo già visto che il dolore non va ignorato o represso senza capire cosa lo aveva generato, ma va ascoltato e preso in considerazione o addirittura utilizzato come guida per ritrovare il benessere. L’ultima manifestazione del dolore, che è anche la più preoccupante è quella che si chiama LAESA FUNCTIO, ossia la perdita temporanea o permanete, della funzionalità della zona colpita. Quante volte abbiamo avuto il torcicollo, la schiena bloccata, un ginocchio o una caviglia così gonfi da non poterli più muovere o un dolore al piede che ci impedisce di camminare?

In alcuni casi questi fenomeni si presentano in modo progressivo uno dopo l’altro mentre in alcuni casi abbiamo la comparsa simultanea di tutti i fenomeni.

Prendiamo per esempio una tendinite, ovvero una infiammazione nella zona tendinea del muscolo; in genere insorge in maniera progressiva, dandoci prima qualche segnale di calore o rossore dopo uno sforzo e poi manifestandosi con gonfiore e dolore dopo sforzi prolungati e ripetuti fino alla impossibilità di eseguire un movimento specifico a causa proprio dell’infiammazione. In questo caso abbiamo sicuramente un perdita temporanea della funzione che, risolta l’infiammazione, torna ad essere integra.

Nel caso di un trauma invece, come ad esempio una distorsione di caviglia o ginocchio, avremo la comparsa di tutti i fenomeni contemporaneamente. Infatti ci troveremo ad avere una caviglia o un ginocchio caldo, rosso, gonfio dolorante e che non possiamo assolutamente utilizzare. Anche in questo caso siamo in presenza di una alterazione temporanea della funzione che potrebbe anche non recuperare completamente in base al tipo di trauma.

Infine quando il trauma colpisce alcune zone fondamentali del nostro corpo, come un organo interno o il sistema nervoso potremmo arrivare ad un danno che crea una perdita, anche solo parziale, della funzionalità di quell’organo ma che resta permanente. E’ il caso di una ulcera gastrica oppure intestinale, di una ernia discale espulsa con lesione della radice nervosa corrispondente che potrebbe provocarmi la perdita parziale di forza dei muscoli innervati da quella radice nervosa.

Come vi raccontavo la volta scorsa il corpo ci parla, prima ci sussurra con piccoli segnali di calore e rossore, poi comincia ad alzare la voce parlandoci con il dolore e il gonfiore, infine grida aiuto portandoci alla perdita della funzione interessata.

E noi cosa facciamo? Naturalmente ci prediamo cura, ascoltando quello che il corpo ci dice e quando ce lo dice. Continuando a fare prevenzione con uno stile di vita socialmente, fisicamente ed emotivamente sano dovremmo ridurre al minimo gli episodi di dolore acuto legato ad una infiammazione.

Cosa fare in caso di infiammazione?

Quando si presentasse un’infiammazione, il mondo della medicina tradizionale e il  mondo della medicina olistica hanno diversi rimedi da proporci. Ricordo a tutti che diagnosticare un problema e prescrivere il farmaco più adeguato è compito esclusivo del medico generico o del medico specialista al quale ci siamo rivolti.

In caso di una infiammazione provocata da un agente chimico o da un agente batteriologico la prima cura sarà proprio di ordine farmacologico ad azione generale o locale (naturale, omeopatico o chimico).

Nel caso di un trauma o di una lesione legata soprattutto all’apparato locomotorio possiamo intervenire anche con alcuni rimedi locali che possono alleviare i nostri sintomi.

In assenza di lesioni cutanee anche superficiali il primo rimedio è il ghiaccio; ha un grande potere nel rallentare l’afflusso di sangue, contrastare l’aumento della temperatura locale, bloccando quindi il fenomeno infiammatorio e indirettamente riducendo dolore e gonfiore.

Anche i bagni di contrasto possono essere un ottimo rimedio all’infiammazione soprattutto quella articolare e muscolare. I bagni di contrasto consistono nell’immergere la parte interessata dall’infiammazione alternativamente in acqua calda e fredda con un rapporto di uno a tre: un minuto di acqua fredda e tre minuti di acqua calda almeno tre volte. La temperatura dell’acqua fredda dovrebbe essere attorno ai 12°/ 15° mentre quella dell’acqua calda non dovrebbe superare i 36°. Nelle nostre case è difficile avere un’acqua corrente così fredda e quindi sarà necessario aggiungere qualche cubetto di ghiaccio per ottenere la temperatura desiderata. Sarebbe anche ottimale aggiungere un cucchiaio di sale nella soluzione calda in modo da facilitare l’effetto drenante. In caso dovessimo fare bagni di contrasto su una superficie che non possiamo immergere (ad esempio la schiena), potremo utilizzare il doccino, accontentandoci della temperatura più fredda che possiamo ottenere.

Un altro rimedio abbastanza diffuso per le sue proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie sono i cataplasmi di argilla. Il cataplasma è un impacco costituito da farmaci e da una sostanza inerte da applicare sulla pelle. Un tempo si usavano le farine, come quella di riso o di lino, inumidite con un decotto di erbe medicinali. Nel caso dell’infiammazione l’argilla stessa diventa medicamentosa perché ricca di sostanze che rallentano il processo infiammatorio e alleviano i sintomi.  Ci sono diversi tipi di argilla con qualità organiche leggermente diverse, la più indicata nel nostro caso è l’argilla verde ventilata che ha un alto potere antinfiammatorio per l’elevata presenza di silicio e di alluminio e in misura ridotta di altri minerali come ferro, argento e rame. Lo scambio tra i componenti presenti nell’argilla e i nostri sali minerali favorisce l’eliminazione dell’acqua in eccesso e attiva il sistema drenante dell’organismo riducendo così il gonfiore e i sintomi dolorosi legati al trauma. Inoltre abbassa la temperatura locale.

Ma come applicare un perfetto impacco? Quanto lo tengo? Avvolgo la parte nella pellicola o la lascio esposta all’aria? Come sempre il buon senso deve essere la nostra guida.

L’argilla deve essere preparata con poca acqua e dell’olio (due parti di argilla, una di acqua e una di olio potrebbero essere un buon rapporto per cominciare) e può essere conservata in frigorifero per qualche giorno avendo l’accortezza di non esporla alla luce e di non farla entrare in contatto con nessun metallo, sia in preparazione che in conservazione. Potremmo sostituire l’olio di oliva con olio essenziale di cipresso, timo rosso, menta o eucalipto per un maggior potere drenate e rinfrescante, ma fate sempre un prova su una piccola parte per assicurarvi che non vi creino reazioni allergiche o eccessive.
Il fango così ottenuto si applica sulla parte interessata, anche in caso di leggera lesione della cute (in caso di lesione più profonda o sporca consultate un medico esperto di medicina naturale) e si lascia agire. Il mio consiglio è quella di tenerla almeno 30 minuti avvolta in un panno di cotone o di attendere la completa essiccazione se il vostro tempo ve lo permette e se la parte da trattare non è troppo ampia. Rimuovete poi lo strato di argilla (potrebbe esserci un lieve arrossamento) con un panno umido ma abbiate l’accortezza di non farla negli scarichi, potrebbe intasarli nel tempo. Naturalmente non dobbiamo accontentarci di un impacco ma proseguire per alcuni giorni.

Altro rimedio conosciuto per i dolori muscolari e articolari è l’artiglio del diavolo o Harpagophytum procumbens. E’ una pianta perenne, originaria dell’Africa, conosciuta già nei tempi passati dagli uomini di medicina africani. Ha un grande potere antinfiammatorio soprattutto per quanto riguarda l’apparato osteo tendineo e muscolare. Si trova spesso in pomate o unguenti abbinata anche all’Arnica montana. Questa è un’erba appartenete alla famiglia delle Asteracee ha diverse proprietà tra cui spicca quella antidolorifica e antinfiammatoria. Favorisce la cicatrizzazione delle piccole ferite e può alleviare fastidi legati alle punture di insetto o delle piccole scottature.

Un altro rimedio antico ma efficace che è stato riscoperto di recente sono gli impacchi di foglie di cavolo. Il  Cavolo verza della specie Brassìca oleracea, molto caro al dott. Mozzi  (provate a verificare sul suo sito, ne parla abbondantemente) era in passato considerato la cura per molti o per tutti i mali. Naturalmente oggi sarebbe stupito pensare che esista qualcosa che cura tutto ma la composizione di questo ortaggio lo rende adatto nelle diete depurative e sembra prevenire molte malattie degenerative. Non esiste alcuno studio che provi l’efficacia dell’uso locale delle sue foglie ma provate e fatemi sapere.

Possiamo preparare gli impacchi in due modi. Il primo utilizzando le foglie sbollentate e fatte raffreddare e applicate per trenta minuti sulla zona interessata dal dolore. Alla fine dell’impacco la verza potrebbe essere scura e maleodorante perché avrà attirato in superficie le tossine della zona sottostante.

Il secondo metodo consiste nel tagliare le foglie a strisce e appiattendole. Meglio utilizzare una bottiglia di vetro e non con il mattarello in modo da far fuoriuscire il succo ma da non farlo assorbire dal legno. Applicate poi più strati di cavolo ben imbevuto del suo succo, avvolgete in una garza di cotone e lasciate in posa per almeno un’oretta. Anche quando toglierete l’impacco non lavate immediatamente la parte in modo da lasciar agire i principi un pò più a lungo. L’odore non è gradevole ma l’effetto è assicurato. 

 

Non ho la pretesa di conoscere tutti i rimedi anti-infiammatori e antidolorifici ma qui ce ne sono alcuni che io ho sperimentato essere efficaci nella mia carriera. Per cui ora tocca a voi, sperimentate e fatemi sapere!

 

Mara Delaini – Fisioterapista e insegnante di yoga per bambini e adulti. Vive la vita alla ricerca della morbidezza e della leggerezza intesa come capacità di essere lievi anche nelle difficoltà.

maradelaini@gmail.com

Mara Delaini

Cosa mangio in inverno?

Sì, perché siamo ancora in inverno. Il sole splende, e spesso è molto caldo, tuttavia non dobbiamo farci cogliere impreparati: il nostro corpo sente ancora il freddo, soprattutto negli sbalzi tra giorno e notte, e anche se i pomeriggi sono caldi, le ore di sole non sono ancora sufficienti a catapultarci nella variopinta primavera!

L’inverno rappresenta un periodo di riposo e di recupero. Una sorta di letargo per ricreare tutte le energie che ci serviranno per uscire nel mondo nella stagione calda.

 

“Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione.” 
Giuseppe Ungaretti

 

Ti ricordo che il nostro corpo è unico, quindi è sempre consigliato seguire protocolli mirati e studiati per ogni singolo individuo. Ognuno ha le proprie caratteristiche, e il benessere va approcciato anche nella sua dinamicità, in cerca di un equilibrio in risposta ai fattori interni ed esterni. Qui voglio darti indicazioni generali, per capire cosa accade in questa stagione, per poterla affrontare al meglio.

 

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche dell’inverno.

Certamente il freddo. Inoltre non piove da un po’, quindi possiamo dire che c’è una secchezza inusuale, visto che siamo abituati ad un clima più umido, soprattutto per chi vive vicino ai laghi. E in questi giorni stiamo vivendo sbalzi di temperatura più marcati tra giorno e notte.

Quali sono gli organi che patiscono di più durante l’inverno?

Certamente i polmoni, infatti i malanni di stagione colpiscono soprattutto questi. Poi anche l’intestino. In Medicina Tradizionale Cinese si conosce bene la connessione tra Polmone e Grosso Intestino. Inoltre i reni, forse ce ne accorgiamo meno, eppure patiscono il freddo del periodo invernale, e hanno bisogno di cure particolari.

I polmoni sono delicati in questa stagione, perché “a stretto contatto” con l’ambiente esterno. Inoltre hanno già una loro natura secca, quindi patiscono l’eccesso di secchezza.

I reni sono più sensibili in questa stagione perché sono la sede energetica dell’organismo, quindi andrebbero mantenuti sempre al caldo. (Per reni, energeticamente parlando, in riferimento alla Medicina Tradizionale Cinese, mi riferisco anche alla componente dei surreni, che servono nella creazione di ormoni, sia energetici che sessuali riproduttivi)

Cosa dovremmo fare per prevenire i malanni d’inverno?

Tonificare Polmoni (e l’Intestino) e i Reni. Inoltre scaldare l’organismo e gestire secchezza (o umidità quando presente).

Inoltre, e questo vale per ogni stagione, dobbiamo mantenere ben attivo tutto il sistema digestivo, che è alla base di ogni funzione dell’organismo, visto che rielabora tutti i nutrienti che servono ad ogni metabolismo e attività del corpo, e, come in ogni stagione, dobbiamo evitare di sovraccaricare il fegato (è ancora presto per depurarlo, per quello dobbiamo aspettare la primavera) -e comunque l’abbiamo già messo alla prova durante le feste- così da garantire più energia disponibile per gli organi che ci interessano, invece di avere sempre energia “rubata” dal fegato nei processi di smaltimento di tossine e grassi in eccesso.

 

Partiamo dal calore.

Vogliamo scaldare, e un’ottima base è data ad esempio dalle spezie. Tutte le spezie hanno natura calda. In inverno è buona abitudine aggiungere spezie un po’ ovunque, nei cibi e nelle bevande (ovviamente calde). Non c’è bisogno di esagerare. Ottimi sono zenzero e cannella, che oltre a scaldare hanno altre proprietà.

Lo zenzero (meglio fresco, quello in polvere ha soprattutto attività digestiva e antinausea) aiuta a disinfiammare l’organismo, aiuta il sistema immunitario a contrastare virus e batteri, disinfetta l’intestino, e come la cannella, aiuta a veicolare virus batteri e tossine per essere espulsi dall’organismo tramite la sudorazione.

Qualcosa che scalda, ma non bisogna esagerare con le quantità, è il cioccolato. Il cioccolato è di natura calda e umida, ma in eccesso questo “calore” può dare uno stato di infiammazione generale, soprattutto per il fegato. Quindi sì ad un cubetto di cioccolato ogni tanto, in inverno, senza esagerare!

Tra i cereali, quello che scalda di più è certamente il grano saraceno, quindi inserirlo come base dell’alimentazione invernale è ottimo, inoltre è senza glutine, quindi più facile da digerire e da metabolizzare. Di natura tiepida anche avena, farro, orzo e quinoa.

I legumi hanno tutti natura calda, è per questo che è meglio utilizzarli in inverno piuttosto che in estate.

La carne tendenzialmente è calda o tiepida, come ad esempio il maiale, che se assunto in grande quantità in estate, può provocare da acne a dolori a emorroidi e altri sintomi da calore in eccesso.

Gli ortaggi, a parte aglio cipolla porri e zucca, sono tendenzialmente di natura fresca, quindi in inverno sarebbe meglio assumerli cotti, o almeno saltati velocemente, e con aggiunta di spezie.

Anche la frutta è di natura fresca, quindi ottime mele e pere cotte con zenzero e cannella! E assolutamente evitare la frutta tropicale, di natura fredda, perfetta per i climi caldi in cui crescono!

Anche il pesce è di natura fresca, tranne i crostacei, ma assumendoli cotti, bilanciamo questo stato. Fate attenzione al sushi!

I latticini sono di natura fredda (e umida), quindi andrebbero evitati in inverno. L’unico caso in cui consiglio ad esempio un po’ di yogurt (senza zucchero o altro aggiunto) in inverno, è quando, come quest’anno, c’è stato un lungo periodo di secchezza, e le mucose hanno patito per la poca lubrificazione. Quest’anno infatti molte persone si sono trascinate tosse secca anche per un mese. In questo caso, poco yogurt un po’ tutti i giorni finché sparisce il sintomo, può andare bene.

Molta frutta secca e semi sono di natura tiepida, quindi ottimi in questa stagione, soprattutto le castagne.

Un altro alimento caldo è il caffè, ma come tutto ciò che è tostato, quindi anche caffè d’orzo e cacao, potrebbe peggiorare la secchezza. E, piccola parentesi, il caffè non andrebbe utilizzato tutti i giorni, e soprattutto più volte al giorno, non solo per l’irritazione che porta al sistema nervoso (anche in quei casi in cui comunque non si presenta insonnia), ma anche per l’irritazione alle mucose di stomaco e intestino, alterando non solo la digestione, ma anche l’assorbimento intestinale. E soprattutto per l’eccessivo stimolo che provoca ai surreni.

Ovviamente no ai cibi freddi da frigo! Meglio scaldati o accompagnati da tisane calde e speziate!

 

Cosa ci aiuta a tonificare il Polmone?

Il miele, lo sapevano anche i nostri nonni! E anche il malto d’orzo.

Tra i cereali l’amaranto. Tra le erbe origano, rosmarino e salvia, tra le spezie cardamomo, coriandolo, anice e zenzero. Tra gli ortaggi ottima la carota, poi aglio e cipolla, bietole, lattuga, olive, radicchio rosso, zucca e bambù. Tra la frutta arance, mandarini, pompelmi e limoni, mele e pere, cachi, datteri, uva, tutti di stagione, o dell’autunno in preparazione per l’inverno! Ottime anche mandorle, noci, pinoli e semi di girasole. Tra i latticini, come già detto, sì piccole quantità di yogurt, e solo se forte secchezza delle mucose.

 

Cosa ci aiuta per l’Intestino?

Tra i cereali amaranto e grano saraceno. Tra i legumi le lenticchie. Anche qui ottimo il miele. Vari tipi di olii. Tra gli ortaggi tutta la famiglia di cavoli, patate dolci, spinaci e zucchine. Tra i latticini solo yogurt e in caso di forte secchezza, come in caso di stitichezza. Tra la frutta cachi, melograno, prugne. Tra la frutta secca anacardi, mandorle, noci, pinoli, semi di lino e di zucca.

 

E per il Rene?

Tra i cereali è ottimo il miglio, e anche mais e quinoa. Tra i legumi il fagiolo nero è molto indicato (forma e colore ci indicano che questo alimento è ottimo per il rene!), e soia nera, che però qui da noi non si trova molto. Tra i condimenti sì a salvia e olio di mais e di sesamo, ma anche maggiorana e anice stellato (e il prezzemolo, ma non in questa stagione!). Molti tipi di carne sono indicati per tonificare il Rene, come fonte di energia, soprattutto sessuale e riproduttiva. Tra gli ortaggi ottime le alghe, fagiolini, porri, rucola e sedano. Tra i latticini il burro come base ormonale per la riproduzione. Ottime le uova. Tra i frutti ciliegie, mirtilli, prugne e uva, ovviamente ora useremo solo quelli di stagione. Calamari, polpo, molluschi, seppie e trota tra i pesci. Ottimi i semi, soprattutto sesamo, meglio se nero, castagne, noci, pistacchio, semi girasole.

 

Vediamo nel dettaglio alcuni alimenti di stagione

Arance e agrumi

Tonificano i Polmoni, sono dissetanti, quindi ottime in caso di secchezza. Utilizzate anche per tonificare lo Stomaco. Con parole più semplici: contengono vitamina C, A, B1, B2, B3 utili per combattere disturbi da raffreddamento. E sono indicate anche per insonnia e fragilità capillare, e per rafforzare il collagene, quindi il tessuto connettivo, perciò le arance possono favorire il rafforzamento di ossa, cartilagini, tendini e legamenti.

 

Bietole, catalogna, coste, erbette

Tonificano Polmoni e Stomaco, importanti disintossicanti dell’organismo, utilizzate anche per le proprietà diuretiche e leggermente lassative. Hanno un basso apporto calorico, quindi se ne possono mangiare in quantità!

 

Barbabietola

E’ utile per cuore, fegato, colon e apparato vascolare. Ricca di acqua, proteine, fibre, diverse vitamine, e numerosi sali minerali. Ha inoltre potere antinfiammatorio sull’apparato digerente. Consiglio di berne il succo perché aiuta a combattere l’ipertensione e l’anemia. 

 

Cardo

Importante depurativo, è utilizzato soprattutto come tonico del Fegato grazie alla sua capacità di smaltire le tossine accumulate. Ha proprietà lassative, essendo molto ricco di fibre. Ha anche proprietà anticolesterolemizzanti, digestive e bruciagrassi.

 

Finocchi

Tonici di Stomaco e Fegato. Importanti per le loro proprietà digestive e diuretiche. Hanno poche calorie, quindi consiglio di assumerne spesso! Ottimi per aiutare l’intestino, soprattutto in tisana in caso di gonfiore. In inverno sono indicati per le proprietà espettoranti e contro il mal di gola. E per le neo mamme: aiutano a produrre più latte!

 

Kiwi

Poveri di sodio ma ricco di potassio utile per riequilibrare i livelli di questi minerali nel nostro corpo. Ricchi di vitamina C, sono importantissimi per potenziare le difese immunitarie. Favoriscono la trasformazione del cibo in energia e l’assorbimento del ferro.

 

Mele

Tonificano Polmoni e Stomaco, sono disintossicanti e digestive, regolarizzano la glicemia, e per la quantità di vitamine, sono indicate per combattere stanchezza e nervosismo.

 

Pompelmo

Come altri agrumi, tonifica Polmoni e Stomaco e ha proprietà disintossicanti e digestive.

 

Spinaci

Tonificano Grosso Intestino e Stomaco. Dissetanti, depurativi, e con proprietà lassative. Famosi per la presenza di ferro, è tuttavia indispensabile condirli con succo di limone, altrimenti il ferro non viene assorbito!

 

Topinambur

Tonifica Stomaco, Fegato e Grosso Intestino. E’ disintossicante, e favorendo lo sviluppo di batteri utili nel nostro intestino, svolge un’azione probiotica e rafforza quindi l’attività immunostimolante. E’ un alimento ipocalorico. Ottimo in caso di stanchezza, stress, inappetenza, sonnolenza e dolori. Tiene sotto controllo zucchero e colesterolo nel sangue.

 

Verze

Tonificano Stomaco e Grosso Intestino, facilitano la digestione, hanno proprietà diuretiche e umidificano. Ottime come sedativo della tosse e per abbassare la febbre. Hanno importanti proprietà anti-infiammatorie; inoltre hanno un alto contenuto di ferro superiore a quello della carne.

 

Riassumendo: via libera a minestre calde di verdure, zuppe a base di legumi, creme di zucca o cavoli, frutta cotta con zenzero, cannella e semi, tisane calde e speziate.

 

“L’inverno è il tempo del conforto, del buon cibo, del tocco di una mano amica e di una chiacchierata accanto al fuoco: è il tempo della casa.”
Edith Sitwell

 

Un ultimo consiglio per l’inverno: impacco di sale caldo sui reni! Prendi un chilo di sale grosso, scaldalo in padella, avvolgilo in un panno e tienilo 20 minuti sui reni (non deve scottare!) la sera quando vai a dormire. Può aiutarti a ritrovare energia, in caso di stanchezza e affaticamento. In poco tempo sentirai tutto il tuo corpo più tonico e in salute!Puoi farlo una o più volte a settimana, e se senti che stai covando qualche malanno di stagione, anche tutte le sere, finché i sintomi non passano.

 

Ci risentiamo in primavera per i prossimi consigli alimentari!

 

Deva Daniela Spagnoli – Da 15 anni sono consulente di alimentazione e medicina tradizionale cinese, con un occhio particolare verso intolleranze e detossificazione.
Nel 2011 ho creato Equilibrium, centro di discipline bionaturali, per essere circondata da un qualificato team multidisciplinare di professionisti, per garantire ai clienti il massimo supporto nel ritrovare salute e benessere.

Sono anche counsellor olistico e oltre alle sessioni individuali propongo gruppi di costellazioni familiari e sistemiche, di meditazione, di crescita personale e spirituale, cerchi di donne e per coppie, sia in Italia che all’estero.
Faccio inoltre parte del team internazionale di Deepdive, un importante e profondo percorso di crescita interiore.

3479737255

daniela.spagnoli@gmail.com

Centro Equilibrium

© VivoYOGA | p.i. 03554400139 | Privacy Policy | Cookie Policy